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    ALBA - Sunday 12 April 2026, 06:55

    Chi ha aiutato Del Grande a fuggire? Le indagini puntano su un’amica

    La donna avrebbe accompagnato l’omicida da Alba al Varesotto. Resta da capire se fosse consapevole dell’evasione dalla casa lavoro
    in foto: Elia Del Grande all'epoca del primo arresto nel 1998
    in foto: Elia Del Grande all'epoca del primo arresto nel 1998

    Resta in carcere Elia Del Grande, l’omicida fuggito dalla casa di lavoro di Alba, nel giorno di Pasqua, dopo aver ottenuto un permesso per lavorare come volontario in una mensa per poveri della Caritas.

    Così ha deciso il gip Marcello Buffa che lo ha interrogato venerdì in carcere a Varese. Si indaga intanto ad Asti, dove la Procura ha aperto un’indagine a carico di una vecchia amica del fuggitivo, una donna residente ad Angera (Varese) che lo avrebbe recuperato in Piemonte accompagnandolo poi sino al Varesotto. Gli accertamenti mirano a capire se la donna fosse inconsapevole dell’allontanamento di Del Grande dalla casa lavoro e come i due abbiano comunicato per organizzare il “passaggio”.

    Il cinquantenne, che nel 1998 uccise padre, madre e fratello nella casa di famiglia di Cadrezzate (Varese) e per questo ha scontato 26 anni e 4 mesi di carcere, era stato arrestato mercoledì scorso proprio in provincia di Varese, a Varano Borghi, dopo una fuga di tre giorni.

    L’accusa è anche di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, perché nel tentativo di scappare aveva investito e ferito un carabiniere, con l’aggiunta di rapina aggravata a carico di una settantenne che, nella ricostruzione degli inquirenti, Del Grande avrebbe aggredito per sottrarle l’auto. L’ex fuggiasco nega questi ulteriori addebiti, affermando invece di aver trovato le chiavi della Cinquecento nel quadro dell’auto parcheggiata davanti al cimitero di Lentate, dove l’anziana si era recata in visita alla tomba del marito. La vittima dell’aggressione è stata ricoverata all’ospedale di Circolo di Varese in codice giallo.

    Sulle lesioni notate sul corpo di Del Grande, dopo l’arresto, chiede accertamenti il suo avvocato Cristina Bono. La legale sostiene di aver visto il proprio assistito con una tumefazione all’occhio e di averlo sentito lamentare dolori alle costole.

    Redazione
    luogo ALBA
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    Tag:
    Alba - carcere - Cronaca - Evasione - Elia Del Grande
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