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    VEZZA D'ALBA - martedì 23 giugno 2026, 15:21

    Nessuna “cricca” nel Roero. Assolti anche in appello gli ex sindaci dell’inchiesta Feudo 2

    Agli arresti erano finiti Carla Bonino di Vezza d’Alba con il vice Giuseppe Steffanino e Fulvio Coraglia di Montaldo Roero: “La giustizia trionfa per la seconda volta”
    Cuneodice.it in foto: gli ex sindaci Carla Bonino e Fulvio Coraglia Cuneodice.it
    in foto: gli ex sindaci Carla Bonino e Fulvio Coraglia

    Sono bastati pochi minuti di camera di consiglio ai giudici della Corte d’Appello di Torino per confermare in toto la sentenza che in primo grado ad Asti aveva mandato assolti tutti gli imputati coinvolti nell’inchiesta Feudo 2.

    Cade ogni accusa nei confronti dei nove ex amministratori, funzionari e professionisti nei confronti dei quali il sostituto procuratore Davide Lucignani aveva presentato appello. Le accuse di corruzione, truffa aggravata allo Stato, turbativa d’asta, falso materiale e falso ideologico avevano coinvolto anche altre tre persone, tra cui l’ex sindaco di Santo Stefano Roero Renato Maiolo, la cui assoluzione non è stata impugnata dalla Procura.

    Proprio da una precedente inchiesta a carico di Maiolo, arrestato nel giugno del 2021 e poi condannato a due anni e undici mesi per falso, era partita la vasta operazione della Guardia di Finanza che aveva il suo epicentro nell’ormai disciolta Unione dei Comuni del Roero, tartufo e Arneis, di cui facevano parte i comuni di Santo Stefano, Vezza d’Alba e Montaldo Roero.

    Nel dicembre del 2022 erano finiti agli arresti domiciliari la sindaca di Vezza Carla Bonino e il vicesindaco Giuseppe Steffanino, oltre al sindaco di Montaldo Roero Fulvio Coraglia e ad altri cinque indagati. Negli atti di accusa si ipotizzava “un articolato, pervasivo e ben consolidato sistema fraudolento di gestione della cosa pubblica”, volto all’assegnazione di appalti e consulenze a professionisti e imprenditori “amici”. Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria aveva passato al setaccio i bilanci degli enti locali dell’ultimo decennio, riscontrando presunte irregolarità. Secondo gli inquirenti, gli amministratori sarebbero stati disposti, per tornaconto politico, a chiudere gli occhi su spese gonfiate e lavori talvolta inutili. A loro volta i professionisti avrebbero favorito imprese compiacenti accordandosi sull’acquisto di materiali. Il presunto danno erariale era stato quantificato in un milione e mezzo di euro.

    Le ipotesi accusatorie erano già state respinte dal tribunale di Asti che aveva assolto gli imputati con la formula ampia dell’insussistenza del fatto, per i reati più gravi, in altri casi perché il fatto non costituisce reato. Il verdetto della corte presieduta dal giudice Gianni Filippo Reynaud conferma oggi queste valutazioni.

    Insieme a Bonino, difesa dagli avvocati Marco Calosso e Marta Giovannini, a Steffanino, rappresentato dall’avvocato Silva Calzolaro, e Coraglia, assistito dall’avvocato Giorgio Piazzese, sono stati assolti il funzionario regionale Gianluca Comba, difeso dall’avvocato Alessandro Ferrero, il geometra Giovanni Careglio, difeso dall’avvocato Piermario Morra, l’imprenditore Felice Scotta, difeso dagli avvocati Paolo Botasso e Cristiano Burdese, il perito industriale Piermichele Gallo, difeso dagli avvocati Alberto Bazzano e Giuseppe Vertucci, il responsabile tecnico comunale Aldo Gaspare Pugnetti, difeso dagli avvocati Francesca Peyron e Marco Longo e l’ingegner Valter Peisino, difeso dall’avvocato Enrico Gaveglio.

    “Sono stati tre anni e mezzo di sofferenza per gli accusati” dice l’avvocato Calzolaro, insieme ai colleghi Calosso e Giovannini, dopo aver ascoltato il verdetto che proscioglie Bonino e Steffanino: “La dignità è stata restituita a due personaggi che si sono battuti per il loro territorio e hanno avuto giustizia, a fronte di accuse gravi e diffamanti. È un grande risultato per il lavoro di due persone che si sono battute per il loro paese: la giustizia ha trionfato, per la seconda volta”. Sia a Vezza che a Montaldo le accuse avevano portato alle dimissioni dei sindaci e alle successive elezioni, come accaduto in precedenza a Santo Stefano. “Siamo assolutamente soddisfatti” aggiunge l’avvocato Ferrero, legale del dirigente responsabile del settore tecnico regionale per la provincia di Cuneo: “L’ingegner Comba era estraneo ad ogni censura contestata e già in primo grado avevamo visto le nostre ragioni accolte”.

    Andrea Cascioli
    luogo VEZZA D'ALBA
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    Tag:
    truffa - Guardia di Finanza - Comuni - Vezza D'alba - Sindaci - Cronaca - falso - processo - Corruzione - Carla Bonino - montaldo roero - Santo Stefano Roero - Renato Maiolo - Fulvio Coraglia - Giuseppe Steffanino

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