Anche foto di Fabiana Dadone e Daniela Santanchè sul forum sessista al centro delle polemiche
Le due cuneesi nel lungo elenco di donne della politica finite sul forum recentemente chiuso. Gribaudo: "L’indignazione è doverosa e va detta a voce alta"Ci sono anche Daniela Santanchè e Fabiana Dadone nel lungo elenco di donne della politica finite sul forum “Phica.eu", sul quale dal 2005 venivano pubblicate migliaia di foto di donne, talvolta contraffatte e spesso scattate e pubblicate senza il consenso delle dirette interessate. Il portale è recentemente finito al centro delle polemiche e ieri è stato chiuso dai gestori. Il caso, come detto, ha riguardato anche alcune rappresentanti delle istituzioni italiane di tutti gli schieramenti politici, compresa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sul forum, come detto, anche fotografie (con commenti impubblicabili) delle due cuneesi Dadone e Santanchè.
Chiara Gribaudo, parlamentare cuneese del Partito Democratico, ha commentato il caso sui social: “Quello che emerge dalle notizie su questo ennesimo forum online è una schifezza: foto rubate, post sessisti, perfino deepfake contro donne della politica di tutti i partiti. A loro va tutta la mia solidarietà: colleghe del mio partito e colleghe degli altri partiti, vittime della stessa violenza senza condizioni. L’indignazione è doverosa e va detta a voce alta: serve educazione, serve cultura, e serve che se ne parli nelle scuole, nei media, nelle istituzioni”.
“Serve un fronte comune trasversale: - prosegue la deputata - maggioranza e opposizione, Governo e Parlamento, istituzioni e piattaforme. Servono azioni, non alibi: rimozioni rapide, sanzioni vere per chi ospita e rilancia contenuti d’odio, tutela legale per le vittime, più risorse alla Polizia Postale che ha già avviato gli accertamenti. E serve l’’inserimento di reati’ specifici: tipizzare i deepfake a sfondo sessuale e la condivisione non consensuale di immagini digitalmente manipolate, rafforzare le aggravanti per l’odio di genere, introdurre ordini di rimozione d’urgenza e obblighi stringenti per le piattaforme. L’impegno deve essere costante, non il giro dei proclami, delle promesse e delle false proposte dopo l’ennesimo caso. Chiediamo un patto parlamentare contro la violenza di genere online con tempi, responsabilità e verifiche pubbliche. O si cambia davvero, insieme, oppure si lascia che questa violenza continui”.

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