Aveva allestito “un banchetto di spaccio” a Torino, la Procura chiede l’archiviazione per Blengino
Il segretario dei Radicali era stato arrestato dopo un’azione di disobbedienza civile: “Nonostante il decreto sicurezza, la mia condotta non ha rilevanza penale”La Procura di Torino ha chiesto al gip l’archiviazione del procedimento penale avviato nei confronti del cuneese Filippo Blengino, segretario nazionale dei Radicali Italiani. Blengino era stato arrestato, a dicembre dello scorso anno, per aver venduto mezzo chilo di cannabis light nel contesto di un’azione di disobbedienza civile organizzata nel quartiere Barriera Milano a Torino.
Munito di un bilancino di precisione, il politico aveva allestito quello che in un successivo video aveva definito “un banchetto di spaccio”, rivendicando l’azione di protesta contro l’equiparazione della cannabis light agli altri stupefacenti, anche in termini di conseguenze penali.
“Se il gip accoglierà la richiesta della Procura, - spiega Blengino - il dato appare evidente: nonostante l’articolo 18 del decreto sicurezza abbia equiparato la cannabis light alle sostanze stupefacenti, la mia condotta sarebbe stata ritenuta priva di rilevanza penale, verosimilmente in ragione dell’assenza di effetti droganti del CBD. Si tratterebbe di un’interpretazione che sembra smentire, nei fatti, l’impianto della norma voluta dal Governo, sulla base della quale in tutta Italia sono stati disposti sequestri, chiusure di attività commerciali e persino arresti. Attendiamo ora di leggere il provvedimento e le relative motivazioni”.
Blengino non è nuovo ad azioni dimostrative di questo tipo. Lo scorso aprile, in occasione della “giornata internazionale sul consumo di cannabis”, aveva promosso il ritrovo di un centinaio di persone davanti al parlamento per fumare cannabis. Un’analoga iniziativa aveva interessato la città di Cuneo un mese fa.
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