Il caso dei polli rubati si tinge di giallo: “Il ladro nella foto non è l’uomo accusato”
Alla sbarra un caragliese, ex direttore di filiale bancaria. Secondo la difesa, una malattia che gli impediva di distendere la mano escluderebbe l’identificazioneC’è un ladro colto sul fatto da una fototrappola e un particolare che, secondo la difesa, scagiona l’accusato: la persona fotografata sarebbe stata ritratta con le mani distese, mentre l’imputato, un pensionato caragliese, non poteva compiere un gesto simile all’epoca dei fatti. A escluderlo sarebbe infatti la malattia genetica che lo affliggeva e che gli provocava una flessione involontaria delle ultime due dita.
Sarebbe un giallo degno di Poirot, se non fosse che l’oggetto del furto non è un favoloso diamante ma qualcosa di molto più vicino alla terra, nel vero senso della parola. Per la precisione parliamo di un gallo, tre galline lionate piemontesi, una gallina ovaiola livornese e otto pulcini. Alla sbarra c’è uno stimato ex dirigente di banca, C.P., classe 1954. Lo accusa del furto, sulla scorta delle immagini, un fotografo suo compaesano, che custodiva gli animali in un piccolo appezzamento di terreno sulla collina di Caraglio.
Il soggetto colto nell’atto di tagliare la rete metallica e fare incetta di pennuti sarebbe proprio l’imputato, sostengono il fotografo e suo padre. Anche il fratello del derubato conferma e così altri testimoni: un amico che aveva avvistato il 72enne in zona in altre occasioni, perfino un carabiniere che lo conosce. Il direttore della Banca di Caraglio, Giorgio Draperis, parla di una innegabile “somiglianza dei tratti somatici”.
Eppure il malandrino catturato dalla fotocamera non può essere lui, ribattono i suoi avvocati. Sulla scorta anche di un parere medico fornito dal dottor Marco Quercio, consulente di parte: “In almeno cinque foto - osserva - il ladro riesce a tenere le dita estese. Di sicuro la persona non è affetta da morbo di Dupuytren”. Ovvero dalla malattia genetica di cui soffriva l’accusato e che lo avrebbe portato, di lì a poco, ad affrontare un’operazione chirurgica per recuperare la piena funzionalità della mano.
“Quel giorno eravamo andati a pranzo con amici a Valgrana” ricorda la moglie dell’imputato: era l’8 dicembre del 2022, il giorno dell’Immacolata. Una volta tornati a casa, nel pomeriggio, il marito non si sarebbe più mosso dalla sua stanza: “Era stato sottoposto a un’operazione e soffriva di dolori alla pancia”. “Può esserci un po’ la somiglianza con il soggetto nella foto, di profilo” concede la donna: “Però non è assolutamente lui: il naso non è il suo”. E c’è di più: i capelli. Il misterioso ladro li avrebbe portati rasati alla nuca, mentre il pensionato, affermano sia la moglie che un vecchio amico, li avrebbe sempre tenuti più lunghi. “Che andasse a rubare polli non ci avrei creduto neanche se lo avessi visto” rincara anzi l’amico.
Resta da vedere se ci crederà oppure no il giudice. La sentenza è attesa, dopo la discussione delle parti, il prossimo 12 ottobre.
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