Le foto dei lividi alla collega di lavoro: “Conservale, lui potrebbe cancellarle”
Per l’uomo accusato di maltrattamenti la Procura vuole una condanna a quattro anni. “Un rapporto malato, ma non erano vittima e carnefice” sostiene la difesaC’è la ex collega che parla delle immagini ricevute via Whatsapp, con l’avvertenza: “Conserva queste foto perché non so se me le cancellerà”. Ma anche la sorella che racconta delle violenze verbali di cui sarebbe stata testimone e delle difficoltà nel convincerla a lasciare l’uomo con conviveva a Dronero: “Io la invitavo a denunciare, lo faceva anche mia mamma. Solo che lui tornava e chiedeva scusa, piangendo, e lei ci cascava”. L’ex compagno di lei dice invece di aver capito che qualcosa non andava, quando non l’ha più vista venire a trovare la cagnolina che avevano adottato insieme: “Per noi era come una figlia”.
Sono le tessere di un “puzzle” che per la Procura dimostrano la colpevolezza di un uomo accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza privata. Per A.C.B., rumeno residente a Cuneo, il pm Davide Fontana chiede una condanna a quattro anni: in requisitoria si ripercorrono gli episodi riferiti dalla persona offesa, si parla di una “aggressività costante e abituale” che aveva il suo “filo rosso” nella “profonda gelosia dell’imputato”. “Era ossessionato dall’idea che la ex convivente avesse delle relazioni” sostiene l’accusa: “Di qui i controlli continui e la volontà di prendere visione del cellulare, gli appostamenti che spesso finivano in aggressioni e ingiurie”.
Insulti, offese, ma anche sberle e capelli tirati, orecchini rotti e altro ancora: “Se gridavo tentava di coprirmi coi cuscini, se andavamo a letto senza avere rapporti diceva che mi aveva già riempito qualcun altro” sono alcune delle dichiarazioni che l’autrice della denuncia ha reso. “Una relazione del genere è durata per cinque anni - spiega il pubblico ministero - perché l’imputato chiedeva scusa e la signora un po’ di fiducia gliel’ha voluta dare: peccato che dopo un po’ le cose tornassero come prima”.
Fino all’ultimo periodo quando, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, le violenze si sarebbero intensificate: “Era come se lui si sentisse autorizzato ad alzarmi le mani, nell’ultimo periodo lo faceva quattro o cinque volte al mese”. Nelle foto inviate a una collega di lavoro dell’epoca, conferma quest’ultima, si vedevano ecchimosi su un labbro ed ematomi su entrambe le gambe.
L’avvocato Ferruccio Calamari, patrono della parte civile, ripercorre un episodio in cui la donna sarebbe stata aggredita dall’ex convivente dopo che quest’ultimo aveva implorato di rientrare a casa: “Lei si è spaventata ed è partita in pigiama, grondando sangue, verso la stazione dei carabinieri, tutto ciò stando al telefono con l’avvocato. È qui il primo referto medico, a seguito del quale non sporge neanche querela”. Nessuna volontà di ripicca verso l’accusato, assicura il legale, tant’è che la persona offesa non si è nemmeno opposta alla revoca della misura cautelare.
Ben diverso il quadro descritto dall’avvocato Alessandro Ferrero che difende l’imputato: “C’è il tentativo di dipingerlo come un orco di cui si ha paura, ma intanto, lo dicono gli screenshot, tutte le volte che si allontanava da casa doveva mandare anche lui le fotografie per far capire dov’era”. Secondo la difesa è la spia di “un rapporto tossico e malato, certamente, ma bidirezionale: erano reciprocamente gelosi e si controllavano e insultavano a vicenda”.
Due episodi di lesioni, in un caso con l’asta di un mocio vileda e nell’altro col lancio di un telefonino, sono stati ammessi dall’imputato. Tuttavia, sostiene il legale, “non è una relazione tra vittima e carnefice, ma è quantomeno paritaria”. Si rimarca a questo proposito l’esistenza di una precedente querela per stalking che lui aveva presentato contro di lei prima dell’avvio delle indagini per maltrattamenti: “Non giustifico i comportamenti, ma bisogna contestualizzare: non siamo in presenza di quegli odiosissimi fatti in cui c’è un maltrattante prepotente e violento e una vittima in sudditanza”. La sentenza arriverà il 2 luglio.
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