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    BERNEZZO - Thursday 13 November 2025, 19:30

    Morì aggrappandosi alla maniglia del salone di Bernezzo, ora il tecnico comunale è a processo

    Rodolfo Griffoni era deceduto dopo una caduta, nel periodo precedente ai lavori sull’ex casa del fascio. Si tratta di capire se ci sia stata incuria nella manutenzione
    Morì aggrappandosi alla maniglia del salone di Bernezzo, ora il tecnico comunale è a processo

    C’è un funzionario comunale a processo per la morte di Rodolfo Griffoni, l’ottantenne che morì nell’ottobre del 2022 dopo una caduta di fronte all’ingresso del salone polivalente di Bernezzo.

    Una morte assurda, quella dell’anziano, spirato in ospedale a poche ore di distanza dall’incidente. Abitava a quattro passi dal circolo, di cui era un frequentatore abituale: giusto dall’altra parte di piazza Martiri. Il punto da chiarire, ora, è se la porta a cui si era aggrappato, subito prima di accasciarsi al suolo, abbia avuto un ruolo. Ovvero se sia stata la rottura della maniglia di plastica a provocare la caduta o se Griffoni vi si sia aggrappato in seguito a un malore. A favore di questa ipotesi depone il fatto che la porta si aprisse verso l’interno, dunque dalla parte opposta rispetto alla caduta.

    L’eventuale carenza di manutenzione, in ogni caso, è da dimostrare. Il sostituto procuratore Attilio Offman, titolare del fascicolo, ha anticipato una richiesta di perizia per sapere se gli interventi sulla sala polivalente avessero riguardato anche gli infissi. All’epoca l’ex casa del fascio bernezzese era stata già individuata dal Comune come oggetto di una ristrutturazione completa, finanziata con 330mila euro, che è poi stata completata ad aprile del 2024. La tragedia e il successivo sequestro disposto dalla Procura ritardarono l’avvio dei lavori di alcuni mesi. Un tema ulteriore riguarda la destinazione d’uso dell’immobile: ceduto nel 1962 con la destinazione di magazzino, risultava indicato come “centro sociale polivalente” già in una delibera consiliare del 1985. Il contratto originario però avrebbe riportato una clausola risolutoria nel caso che il Comune l’avesse adibito a funzione diversa da quella originaria.

    In tribunale si è aperta questa mattina l’istruttoria a carico dell’allora responsabile tecnico del Comune, cui erano demandate le manutenzioni. Un passante ha ricostruito la scena che si era presentata davanti ai suoi occhi subito dopo l’incidente: “Il signore rantolava, aveva il sangue che usciva da un orecchio: stringeva ancora un pezzo della maniglia, così forte che la signora che era accorsa per prima non è riuscita a toglierglielo”. Il testimone ha spiegato di aver provveduto lui a liberarlo da quel pezzo di plastica e di aver quindi atteso, insieme alla prima soccorritrice, l’arrivo dei carabinieri e dell’ambulanza.

    Griffoni, ha aggiunto, era semicosciente e cercava di esprimersi, senza però riuscirci. La circostanza è confermata anche da un altro degli intervenuti, coetaneo dell’infortunato, che giocava a bocce pochi metri più in là. L’uomo riferisce però di non aver visto sangue e afferma inoltre che il suo conoscente, negli ultimi tempi, accusava qualche problema di deambulazione. Quanto alla porta della sala, ha aggiunto, non risulta che nessuno ne avesse segnalato il malfunzionamento: “Solo la maniglia era un po’ dura, ma l’avevamo sempre utilizzata senza problemi” aveva affermato nelle prime dichiarazioni ai carabinieri.

    L’anziano deceduto, padre di un figlio avuto da una precedente unione, conviveva con una compagna madre a sua volta di una figlia. Tutti e tre si sono costituiti come parti civili nel processo, che riprenderà l’1 dicembre prossimo con l’audizione della testimone diretta e di altre persone.

    Andrea Cascioli
    luogo BERNEZZO
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    Tag:
    Bernezzo - Comune - morto - sala polivalente - Rodolfo Griffoni
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