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    PEVERAGNO - Monday 20 April 2026, 17:28

    Nessun ricatto all’impresario edile: assolto l’ex direttore tecnico accusato di estorsione

    Il geometra era stato denunciato dall’ex datore di lavoro. “Ha fatto sparire i dati per ottenere un accordo” era l’accusa. “Nessun furto dal pc aziendale” la replica
    Nessun ricatto all’impresario edile: assolto l’ex direttore tecnico accusato di estorsione

    Nessun tentativo di estorsione da parte dell’ex direttore tecnico di un’azienda edile di Peveragno, denunciato dall’impresario dopo che aveva lasciato il lavoro: “Ho trovato il computer azzerato, come fosse appena uscito dalla casa madre: lui ha detto che avrebbe inviato i documenti ma dovevo firmare le manleve” era stata la versione offerta dal titolare della Eurocostruzioni.

    La questione della presunta sottrazione dei dati dei cantieri sull’archivio informatico è finita al centro del processo. Su una chiavetta usb personale del geometra, un 42enne residente a Saluzzo, c’erano in effetti parecchi files aziendali. Non per questo, dice lui, si può affermare che quei dati siano stati cancellati dal pc in ufficio: “I files ci sono, bisognava solo essere in grado di cercarli”. Alle mail con le richieste di aiuto della Eurocostruzioni, tuttavia, lui non aveva fornito riscontro: “Non ne volevo più sapere, visti i livelli di stress”.

    A detta dell’ex datore di lavoro, il vero obiettivo di questo presunto ricatto era quello di ottenere una manleva che lo liberasse da eventuali responsabilità su quanto accaduto nei cantieri. Ma in quel contratto c’era altro, ha precisato il professionista: “La seconda versione mi impegnava a titolo gratuito a dare una mano all’impresa affinché ultimasse un cantiere”. Si trattava, dal suo punto di vista, di evitare di poter essere chiamato in causa, in futuro, rispetto a eventuali pendenze con i creditori. Nel febbraio 2023 il direttore tecnico si era dimesso, a suo dire, proprio perché troppi fornitori iniziavano a chiedergli conto dei mancati pagamenti dall’azienda: “C’era gente che mi pedinava e che mi minacciava” ha riferito, affermando che “questa situazione iniziava a starmi stretta”.

    L’imputato è stato assolto dal giudice Graziana Cota, con formula piena, anche dalle ulteriori accuse di frode informatica e accesso abusivo a sistema informatico. Per queste imputazioni aveva già chiesto l’assoluzione il sostituto procuratore Alberto Braghin, domandando la condanna a un anno e quattro mesi per il solo reato di tentata estorsione: “Non è credibile quanto ha detto sulla manleva, cioè che l’obiettivo fosse quello di tutelarsi dai fornitori. Qualunque fornitore sa che deve rivalersi sul titolare dell’azienda. La ragione è un’altra, cioè che fosse in una posizione non corretta nei confronti dell’azienda”. L’avvocato Andrea Bertolino, patrono della parte civile, riteneva invece che anche le altre accuse fossero provate: “Si era portato via tutti gli elementi fondanti dell’impresa in cui lavorava perché gli servivano per portare avanti la sua azienda: se avesse risposto alle mail, forse oggi non saremmo qui”.

    I legati dell’imputato, gli avvocati Giovanni e Chiaffredo Peirone, hanno evidenziato incongruenze nelle dichiarazioni della persona offesa e offerto una smentita circa l’ipotesi che i dati fossero stati “rubati” dal computer di servizio: “Non vi è alcuna prova che i files ‘non ritrovati’ siano mai esistiti sul pc aziendale e quindi nemmeno che siano stati cancellati”. Per i difensori “la frustrazione, magari umanamente comprensibile, dell’impresario ha portato a una querela poco convinta”.

    Andrea Cascioli
    luogo PEVERAGNO
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    Tag:
    Peveragno - Saluzzo - estorsione - truffa - Geometri - imprese - Cronaca
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