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    ROCCAVIONE - Thursday 19 February 2026, 12:00

    Roccavione: strada chiusa per edifici pericolanti, i residenti restano isolati

    Il Comune rivendica la tempestività dell’intervento per la sicurezza, ma gli abitanti rimasti bloccati contestano i tempi: “Il degrado era noto da anni, si è intervenuti solo quando la situazione è diventata critica”
    Roccavione: strada chiusa per edifici pericolanti, i residenti restano isolati
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    Dal 9 febbraio la strada comunale che attraversa la borgata di Tetto Tonietto, nel vallone di Brignola, è stata chiusa al traffico veicolare con un’ordinanza “fino ad avvenuto ripristino delle condizioni di sicurezza”.

    Il provvedimento è stato adottato a seguito della caduta di detriti da due fabbricati privati che si fronteggiano lungo la carreggiata. In particolare, da uno degli immobili sono precipitati tegole, parti di grondaia e persino un balcone. La Polizia Locale ha effettuato un sopralluogo e l’amministrazione ha disposto la chiusura del tratto interessato, mantenendo un passaggio pedonale protetto da transennamenti.

    I disagi dei residenti

    La conseguenza immediata è che i residenti – due dei quali ultrasettantenni con problemi di salute – non possono più raggiungere in auto le proprie abitazioni. Per arrivare alla macchina devono percorrere a piedi circa 500 metri di strada ripida; se vogliono parcheggiare in un punto che consenta una manovra agevole, la distanza supera il chilometro.

    “Siamo prigionieri in casa nostra. Se stiamo male, come facciamo?” racconta uno degli abitanti. La moglie ha problemi alle gambe e, dalla chiusura della strada, non è più uscita neppure per fare la spesa: “Come potrei fare quella salita con le borse?”.

    I residenti precisano di non mettere in discussione la pericolosità dell’edificio. “Nessuno nega che quella casa sia pericolante, anzi, siamo stati noi per primi a segnalarlo – dicono dalla borgata – ma perché chiudere la strada invece di sistemare l'edificio?”.

    La gestione del rischio

    L’ordinanza richiama gli articoli 6 e 7 del Codice della Strada e dispone la chiusura al traffico veicolare del tratto interessato, con l’obbligo di garantire un corridoio pedonale in sicurezza. Dal punto di vista formale, si tratta di un provvedimento tipico in presenza di un rischio per l’incolumità pubblica.

    Gli abitanti si pongono però una domanda: “Non sarebbe stato possibile attivare un intervento urgente di messa in sicurezza, magari con il supporto dei Vigili del Fuoco come avvenuto in passato durante la precedente amministrazione, mentre si rintracciavano formalmente i proprietari?”.

    Le segnalazioni di luglio

    Secondo quanto riferito da alcuni residenti, la situazione sarebbe stata segnalata già da mesi. "A luglio il Sindaco ci aveva assicurato che i proprietari erano stati contattati e avevano sessanta giorni per intervenire. Poi, la settimana scorsa, ci hanno chiesto se sapessimo chi fossero i proprietari. Ma com’è possibile?".

    Su questo punto la versione dell’amministrazione è diversa. “Non risultano agli atti segnalazioni formali risalenti a luglio – spiega il vicesindaco Marco De Carlini – e mi sorprende l’ipotesi che il sindaco abbia fornito rassicurazioni di quel tipo senza un procedimento avviato. Non è il nostro modo di operare”.

    Sui proprietari rassicura: “Li abbiamo rintracciati, uno dei due ha già provveduto a mettere in sicurezza l’immobile, l’altro lo farà presto”.

    Il ruolo dei Vigili del Fuoco

    Riguardo alla possibilità di un intervento diretto, l’amministrazione chiarisce di essersi attivata tempestivamente. “Appena abbiamo visto la segnalazione sui social – racconta il vicesindaco – siamo andati sul posto. I Vigili del Fuoco sono stati contattati la mattina stessa, ma ci è stato riferito che non svolgono più interventi di questo tipo se non per accertare la pericolosità e richiedere al Comune l’emissione di un’ordinanza. A quel punto abbiamo adottato il provvedimento necessario”.

    Non è la prima volta che la situazione dei fabbricati viene affrontata. Nel 2023 la precedente amministrazione aveva emesso un’ordinanza nei confronti del proprietario dell’immobile oggi in condizioni più critiche. In quell’occasione era stata installata una recinzione provvisoria, ma non erano seguiti interventi strutturali. Sempre nel 2023, un intervento dei Vigili del Fuoco aveva riguardato l’altro edificio.

    La chiusura del 9 febbraio è stata disposta per la pericolosità di entrambi gli immobili. Nei giorni scorsi, tra il 17 e il 18 febbraio, il proprietario dell’edificio meno compromesso ha effettuato i lavori di messa in sicurezza.

    “Già nella mattinata di oggi 19 febbraio l’ordinanza verrà modificata – precisa De Carlini – e la strada riaperta con senso unico alternato. In dieci giorni, grazie al tempestivo intervento, siamo riusciti a ripristinare almeno parzialmente la viabilità. Anche l’altro proprietario si è mostrato disponibile e si è attivato per intervenire il prima possibile”.

    L’episodio dell’abete

    Tra gli elementi sollevati dai residenti c’è anche l’episodio dell’abete di Natale installato in centro paese. Secondo quanto riferito, durante il trasporto l’albero – prelevato nei boschi sopra la borgata – avrebbe urtato più volte l’edificio oggi pericolante.

    L’amministrazione respinge l’ipotesi. “L’abete è stato un dono degli artigiani di Roccavione – chiarisce il vicesindaco – e il trasporto è stato affidato a una ditta specializzata. Mi è stato riferito che erano presenti sei operatori proprio per evitare qualsiasi urto. Gli incaricati si sono detti amareggiati per questa accusa". De Carlini sottolinea ancora: "Se qualcuno ha assistito a un danno concreto, avrebbe dovuto segnalarlo e denunciarlo immediatamente”.

    Il caso dell’acquedotto

    La strada conduce anche a un acquedotto gestito da ACDA, i cui tecnici devono accedere periodicamente per i controlli e le operazioni di clorazione. Contattati dalla redazione, dagli uffici dell’ente è stato riferito di non essere stati formalmente informati della chiusura.

    Secondo l’amministrazione, tuttavia, il transito non sarebbe mai stato realmente impedito ai mezzi autorizzati. “La strada non era interrotta, ma chiusa con una transenna – precisa De Carlini –. In caso di necessità, i tecnici avrebbero potuto contattare la Polizia Locale, che li avrebbe scortati per consentire il passaggio per cause di forza maggiore. Lo stesso sarebbe avvenuto per eventuali mezzi di soccorso in caso di un’emergenza di salute dei residenti”.

    Cosa prevede la normativa

    Il Testo Unico degli Enti Locali attribuisce al sindaco il potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti in presenza di un pericolo per l’incolumità pubblica, imponendo ai proprietari interventi specifici entro termini stabiliti. In caso di inottemperanza, l’amministrazione può anche intervenire in via sostitutiva, eseguendo direttamente le opere necessarie e rivalendosi poi sulle proprietà interessate.

    È uno strumento previsto dall’ordinamento proprio per evitare che l’inerzia di un privato si traduca in un danno collettivo. Nel caso di edifici che minacciano rovina, esistono inoltre profili di responsabilità anche sotto il profilo sanzionatorio.

    Un equilibrio non semplice

    Da un lato, l’amministrazione rivendica di aver agito tempestivamente nell’interesse della sicurezza pubblica e sottolinea che, a pochi giorni dall’ordinanza, una parte della strada è già in fase di riapertura.

    Dall’altro, i residenti sostengono che le condizioni di degrado degli edifici non siano un’emergenza improvvisa, ma una criticità nota da tempo all’amministrazione comunale.

    Secondo quanto riferiscono, segnalazioni e richieste di verifica si sarebbero susseguite negli anni, senza che si arrivasse a un intervento risolutivo. “Non si può parlare di intervento tempestivo – affermano – la situazione era sotto gli occhi di tutti. Si è aspettato che diventasse critica prima di intervenire e a pagarne le spese siamo noi”.

    Monica Fissore
    luogo ROCCAVIONE
    Le immagini della borgata e dei detriti
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    Tag:
    Roccavione - ACDA - Polemica - strada chiusa - Edifici pericolanti
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