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    CUNEO - giovedì 28 maggio 2026, 20:00

    Sei anni e otto mesi per il pregiudicato che rapinò tre ragazzini a Cuneo con un coltello

    Il responsabile è un 22enne italiano, oggi detenuto. In aula ha pianto ammettendo le sue colpe: “Mi drogo da quando ero minorenne, non ricordo ciò che ho fatto”
    Cuneodice.it Sei anni e otto mesi per il pregiudicato che rapinò tre ragazzini a Cuneo con un coltello Cuneodice.it

    È ora in carcere ad Alessandria il pregiudicato, classe 2004, arrestato nel settembre scorso per tre episodi di rapina armata ai danni di altrettanti giovani a Cuneo: il tribunale lo ha condannato a sei anni e otto mesi. Una vicenda allarmante rispetto a cui S.P., italiano e residente nel quartiere Donatello, non ha negato le proprie responsabilità, pur affermando di non ricordare nulla di quanto era accaduto in due distinte occasioni.

    La prima rapina si era verificato in pieno centro, nella tarda serata, alla fine di agosto. Un 18enne, dopo aver festeggiato il compleanno con alcuni amici, era stato aggredito mentre rincasava a piedi dal malvivente, armato con un lungo coltello. Il rapinatore gli aveva strappato la catenina dal collo e l’orologio di marca. Aveva poi afferrato il collo della vittima, ordinandogli di iniziare a correre senza voltarsi e intimandogli di non riferire nulla: aveva dato anche ad intendere che sapeva dove abitasse. Il giovane, terrorizzato, aveva iniziato la corsa verso casa, ma poco prima di raggiungerla aveva incontrato un suo coetaneo, che gli ha raccontato di avere subìto la stessa sorte pochi minuti prima e con la stessa tecnica. Anche alla seconda vittima il rapinatore aveva strappato dal collo una catenina.

    “L’ho incontrato che parlava al telefono, forse con i suoi genitori, molto affannato” ricorda il giovane: “Da quello che mi ha detto era stato aggredito e molto più pericolosamente di quanto fosse successo a me, perché aveva tirato fuori un coltello. Ho pensato che a me fosse ancora ‘andata bene’”.

    Ai primi giorni di settembre, poi, la terza rapina: sempre in orario serale, in una via di Cuneo nuova e con la stessa tecnica d’aggressione. Alla vittima minorenne, che era in compagnia di amici vicino all’androne di casa, era stati sottratti denaro, uno smartphone e una catenina in oro. In questa circostanza, il ragazzo aveva subito anche calci e pugni. Il rapinatore gli aveva intimato di salire a casa e prendere tutti i soldi, con la minaccia che altrimenti avrebbe accoltellato i suoi amici, nel frattempo rimasti attoniti spettatori della rapina appena subita dal loro amico. Tuttavia la giovane vittima, chiuso dietro di sé il portone di casa, era riuscita ad allertare i soccorsi. Le telecamere comunali avevano immortalato l’aggressore nell’atto di allontanarsi da via Negrelli, teatro del misfatto, in orario compatibile con la rapina.

    “Era conosciuto per altri fatti e la mattina stessa lo avevamo incrociato durante un servizio di pattuglia, con gli stessi vestiti che indossava la notte precedente” ha testimoniato in udienza un poliziotto. “Quella sera non ero in me, ero sotto psicofarmaci e facevo anche uso di crack” ha detto prima della sentenza, l’imputato: “I fatti li ho saputi dopo che mi hanno preso, non ricordo cosa sia successo”. Un “mi dispiace” tra le lacrime e la richiesta di aiuto per disintossicarsi: “Da quando sono minorenne faccio uso di stupefacenti, non ricordo nemmeno cosa sia successo ieri e faccio fatica a parlare”.

    Parole che il sostituto procuratore Mario Pesucci non ha ritenuto sufficienti a testimoniare un vero pentimento: “Mi rendo conto della gravità dei fatti e soprattutto della recidiva contestata” ha detto il pm, chiedendo una pena di 12 anni di carcere. Il 22enne ha già patteggiato una condanna per un tentativo di rapina e per lesioni personali e ha una precedente condanna per spaccio di stupefacenti, più altri procedimenti tuttora aperti. “Non è mai troppo tardi per rendersi conto di ciò che si è fatto, soprattutto quando non si era consapevoli di ciò che si è commesso sotto l’influsso di stupefacenti” ha detto l’avvocato Alessandra Bruno in sua difesa: “Voleva a tutti i costi sentir raccontare fatti che ignorava e non ricordava assolutamente, per questo si è scelto il dibattimento”.

    Andrea Cascioli
    luogo CUNEO
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    Tag:
    cuneo - rapina - Armi - Cronaca - donatello

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