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    CUNEO - venerdì 24 luglio 2026, 18:25

    Un meccanico fossanese era lo stalker dello specchietto: condannato per la persecuzione alla ex

    La ragazza era stata insospettita da una serie di indizi, a cominciare dal fatto che l’anonimo vandalo colpisse sempre nella data del loro “mesiversario”
    Cuneodice.it Un meccanico fossanese era lo stalker dello specchietto: condannato per la persecuzione alla ex Cuneodice.it

    Sono stati diversi indizi a suscitare i sospetti di una giovane coppia cuneese, vittima di una serie di atti persecutori per i quali il fidanzato di lei, A.B., è stato condannato a un anno e cinque mesi per stalking dal giudice Giulia Elena Mondino.

    In più occasioni l’attuale compagno della donna aveva trovato l’auto danneggiata, con lo specchietto infranto: era accaduto sia a Cuneo che a Fossano, dove il condannato vive e gestisce un’officina meccanica. Succedeva sempre il 14 del mese, il giorno in cui era cominciata la storia fra la ragazza e il suo ex fidanzato, durata qualche mese. In quella direzione puntava anche il ritrovamento di una carta nella cappelliera dell’auto: apparteneva al set di un gioco da tavola, un regalo che lei aveva fatto al fossanese nel periodo della loro relazione. Infine la posizione dell’auto di A.B., compatibile con l’abitazione della coppia, secondo l’analisi delle celle telefoniche, nelle notti in cui si consumavano i danneggiamenti all’auto parcheggiata.

    Un particolare rilevante, per l’accusa, è quello che ha menzionato un agente di Polizia Stradale che fermò l’auto su cui D.B. stava riaccompagnando a casa gli amici, dopo una serata in discoteca: “Sul sedile del conducente c’erano frammenti di vetro e lui aveva un vistoso taglio al polso”. Era la notte in cui si era registrata la terza e ultima “spaccata”. Il pubblico ministero Alessandro Bombardiere aveva chiesto la condanna a un anno e 30 giorni di carcere per l’imputato, ma anche l’avvio di un’indagine per falsa testimonianza a carico di quattro amici del giovane, chiamati a deporre dalla difesa: “Le testimonianze sono contraddittorie, mentre uno dei testi parla di un sanguinamento del polso, in occasione del fermo, gli altri l’hanno tutti escluso”.

    “Impossibile che non abbiano visto i frammenti di vetro sull’auto, così come la vistosa ferita notata dall’accertatore della Polizia Stradale” concorda l’avvocato Andrea Naso, legale dei due querelanti. La relazione tra l’imputato e l’attuale persona offesa era terminata, pare, per volontà del ragazzo, di comune accordo. I due avevano continuato a frequentarsi a fronte dei problemi familiari di lui: “Un ravvicinamento in termini di sostegno morale” lo descrive il patrono di parte civile. Lui, però, avrebbe cominciato a pretendere di più e a insistere perché lei troncasse la nuova relazione.

    Per la difesa, rappresentata dall’avvocato Gabriele Gavatorta, l’imputato “ha agito da persona mentalmente ferita, delusa per la fine della relazione, forse nella speranza di convincere la ragazza a tornare con lui, ma certo non con l’intento di provocare uno stato di ansia e pericolo”. Ai dubbi sulla ricostruzione della persona offesa, a detta del difensore, si aggiungono quelli sulla responsabilità dei danneggiamenti: “Non vi sono testimoni né telecamere che abbiano filmato il responsabile dell’atto. Nel terzo episodio, A.B. non si è mai allontanato dagli amici: non c’è nemmeno prova che sapesse dove fosse parcheggiata l’auto del rivale, la ricerca avrebbe avuto un tempo inestimabile”. Il particolare della carta da gioco, aggiunge, “è l’elemento che appare meno realistico: il gioco era stato restituito sigillato, non avrebbe potuto trattenere una carta se la confezione non era aperta”.

    Alle due persone offese andrà anche un risarcimento. La coppia aveva raccontato di aver deciso di cambiare abitazione a seguito della persecuzione subita.

    Andrea Cascioli
    luogo CUNEO
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    Tag:
    cuneo - stalking - Fossano - danneggiamento - Cronaca

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