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    FOSSANO - Wednesday 01 April 2026, 20:00

    Botte e stalking alla “fidanzata” minorenne, il pm chiede una dura condanna per un 47enne

    Al centro delle accuse la relazione malata tra la ragazzina, appena quattordicenne, e un uomo sposato che l’aveva più volte percossa
    Botte e stalking alla “fidanzata” minorenne, il pm chiede una dura condanna per un 47enne

    Secondo il pm sono le stesse conversazioni della persona offesa con un’amica, intercettate all’insaputa di entrambe, a provare le gravi accuse di stalking e lesioni per cui la Procura oggi chiede otto anni e dieci mesi di condanna per un 47enne. “Non sono un infame che fa queste cose, però lui se lo merita” diceva la giovane, appena quattordicenne quando iniziò la relazione con un uomo di 25 anni più vecchio.

    “L’infame sei tu perché l’hai denunciato e non lui perché queste cose le ha fatte?” le risponde l’amica. Si parla della denuncia con cui nel luglio 2023 la fossanese aveva deciso di dire basta, una volta per tutte, alle violenze subite per anni. L’ultimo episodio era stato una vera e propria irruzione in casa. I vicini hanno raccontato di aver visto la ragazza trascinata a forza per i capelli fuori dalla sua abitazione, mentre piangeva e cercava di dimenarsi. “Chiedeva aiuto, diceva lasciami stare e vattene via” ricorda un testimone che chiamò i carabinieri.

    Non mancano i referti medici, almeno quattro in un arco di tempo compreso fra il 2020 e il 2023. In un’occasione, dopo essere stata schiaffeggiata e strattonata per i capelli, come confermato da alcuni passanti, la persona offesa si era allontanata dal pronto soccorso contro il parere dei sanitari. Succedeva solo quattro mesi prima di un’altra irruzione. Quella volta l’uomo si era introdotto in casa di lei per picchiarla, procurandole un’infrazione della costola e un mese di prognosi: “Non sai a che livelli è arrivato, mi è addirittura entrato in casa con la scala e mi ha lasciata mezza morta” racconterà lei all’amica, menzionando una denuncia. “Lui non lo deve sapere, - si raccomandava - sennò va fuori e potrebbe anche uccidermi”.

    Oltre alla paura, afferma il sostituto procuratore Francesco Lucadello, c’era stata per lungo tempo un’attitudine a “proteggere” il compagno: in almeno un caso era stata lei stessa a dirgli di allontanarsi, perché una persona aveva chiamato i carabinieri dopo aver assistito a una reazione violenta in un ristorante. All’amica del cuore, intanto, “chiedeva fondotinta e trucchi per coprire le ferite”. Il rappresentante dell’accusa rileva che nemmeno in udienza la ragazza, nel frattempo divenuta maggiorenne, ha mai voluto accanirsi: “Alcune lesioni - ricorda - le attribuisce a insolazioni, scagionando l’imputato da ulteriori condotte”.

    Un’assunzione di responsabilità che riguarda il suo comportamento: “La ragazza spesso si è descritta come poco lucida perché non dormiva e non mangiava e ha ammesso il consumo di cocaina”. Era però “una minorenne, fragile, in balia di un adulto, con problematiche dovute soprattutto al distacco dalla figura paterna”, coinvolta “in una relazione emotivamente abusante” da un adulto con figli. La difesa dell’imputato, un albanese con vecchi precedenti per danneggiamento e per droga, contesta però l’ipotesi dello stalking: “Non si può dire che la ragazza lo frequentasse soltanto perché psicologicamente soggiogata” sostiene l’avvocato Enrico Gallo.

    Molteplici sarebbero state le occasioni di allontanamento, a giudizio del legale, che lei però non aveva sfruttato: “Il fulcro della questione è che la ragazza, pur avendone la possibilità, ha deciso di non interrompere il rapporto”. In fase di indagini il 47enne era stato sottoposto a un divieto di dimora a Fossano, poi incarcerato dopo due violazioni accertate. Non si trattava, però, di tentativi di riavvicinare la giovane: “È andato a prendere i figli che uscivano da scuola. Ha sbagliato e ha pagato per questo”. Rispetto alle contestazioni di lesione, l’imputato si è difeso affermando che fossero da attribuirsi all’autolesionismo di lei. Una spiegazione che non convince l’accusa e nemmeno l’avvocato di parte civile Marina Mana, dalla quale giunge una richiesta di risarcimento quantificata in 18mila euro. La sentenza è attesa il 3 giugno.

    Andrea Cascioli
    luogo FOSSANO
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