Cacciato dalla discoteca, torna a “regolare i conti” col buttafuori: l’accusa a un giovane fossanese
Il ragazzo è a processo per un pugno che ha provocato al 57enne una lesione grave. Gli amici però raccontano un’altra versione: “Ci hanno aggrediti”Era una “spedizione punitiva” in piena regola, secondo la vittima della presunta aggressione: un 57enne di origine marocchina, buttafuori alla discoteca Ballalinda di Fossano, colpito con un pugno al volto che gli ha provocato una lesione grave. Afferma che chi ha sferrato il colpo, un giovane fossanese, indossava un tirapugni e picchiava “con l’esperienza di un atleta di kickboxing”.
Tutto per una discussione, con un gruppo di ragazzi molesti e “alticci”, entrati poco prima nel locale notturno. Gli addetti alla sicurezza li avevano cacciati dopo aver notato uno di loro tirare fuori dal giaccone una bottiglia di liquore e versarlo addosso alle persone che ballavano in pista. “Protestavano perché avendo pagato volevano rientrare nel locale, gli ho spiegato che non avevano fatto una bella cosa e non li avrei fatti rientrare” ha detto in tribunale il gestore del popolare ritrovo.
Pochi minuti dopo lo stesso gruppo, formato da quattro ventenni, era ritornato e ne era nato il parapiglia all’ingresso. “Uno di loro - ricorda il buttafuori ferito - era a torso nudo e correva verso l’entrata, lo rincorsi e quello mi disse di togliermi di mezzo sennò mi avrebbe ammazzato. Poi mi prese a calci, si infilò qualcosa sulla mano e mi rifilò alcuni colpi sull’occhio sinistro”. Per i fatti risalenti all’aprile del 2022 M.I., classe 1999, è ora a processo per lesioni.
Nell’ultima udienza hanno parlato i tre amici, negando tutti di aver cercato di “regolare i conti” per il presunto sgarbo subito. Il dissidio, secondo loro, aveva origine da una precedente aggressione di cui sarebbe stato vittima un componente del gruppo: “I miei amici hanno tirato fuori questa bottiglia e hanno cominciato a bere - conferma uno dei testimoni -, nel momento in cui siamo stati notati ci hanno scortati verso l’uscita. Dopodiché ricordo che, non so se nei corridoi o vicino all’uscita, ho ricevuto un colpo da uno dei buttafuori mentre non stavo facendo nulla. Sono caduto in terra e mi si sono storti gli occhiali”.
“All’uscita - aggiunge - ero un po’ arrabbiato perché non comprendevo il motivo di questo gesto, non avevamo opposto resistenza o manifestato aggressività. Non volevo tornare per creare problemi, ma solo per avere una spiegazione”. Gli amici confermano di aver assistito alla scena, uno di loro, in particolare, aveva chiamato i carabinieri e insistito per trattenersi fino al loro arrivo: “Non abbiamo fatto resistenze per uscire, le nostre erano richieste caute perché sapevamo di essere nel torto”.
Prima dell’arrivo della pattuglia, però, era scoppiata la rissa. I ragazzi sostengono che un buttafuori si sia avvicinato in modo minaccioso a M.I. e che altri si siano poi lanciati per difendere il collega: “L’ho visto sovrastato dai buttafuori che lo hanno anche scaraventato contro il cofano di un’auto” ricorda uno di loro. Tutti concordano nell’affermare che l’amico non tenesse in mano un tirapugni né altri oggetti, ma anche sulla circostanza che il buttafuori avesse poi ricevuto un pugno al volto.
Il prossimo 1 dicembre si attende l’audizione dell’ultimo teste.
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