La casa distrutta dopo la fine della relazione, a processo un sessantenne
L’ex compagna lo ha denunciato per stalking. In aula le testimonianze del fratello e dei parenti di lei: “Ricordo il giardino rovinato e le pareti del bagno imbrattate”“Viveva in uno stato di ansia”, riportano alcune delle persone più vicine alla donna che ha innescato il processo per stalking contro M.Z, residente a Fossano, classe 1963. A denunciarlo l’ex compagna, nei confronti della quale è stato emesso per l’imputato il divieto di avvicinamento. In aula lei ha descritto una serie di dispetti grandi e piccoli, il più grave dei quali è la distruzione della casa comune che aveva comperato insieme a lui. Accadde nel giugno del 2024. A testimoniare nell’ultima udienza sono stati il fratello, la sorella e il cognato della persona offesa.
Il fratello ha parlato della scena vista nell’abitazione, ma anche del forte stato di agitazione della sorella: “Una volta arrivati verso le 14,30 abbiamo trovato mia sorella che piangeva. Il giardino era rovinato, con le piante recise. All’interno dell'abitazione c’era un grande pasticcio, con la stufa danneggiata e una plancia a dividere il letto”. Un dettaglio relativo al bagno: “Le pareti sembravano imbrattate di feci. Nel lavandino c’erano anche dei peli”.
A prendere parola è stata poi la sorella della querelante: “Sono venuta a conoscenza delle problematiche della relazione solo dopo la morte di nostra madre. Mi è capitato di frequentarli, ma si respirava un’aria tesa. Una volta avevamo fatto un capodanno assieme, poi avevano litigato”. Proseguendo nella sua testimonianza, la donna ha confermato gli allontanamenti e avvicinamenti della coppia in corso di relazione, accennando anche a comportamenti come l’abitudine dell’imputato di scaricare di continuo sacchi neri di fronte a casa di sua sorella. Inoltre, sempre secondo la testimone, la vittima aveva dovuto cambiare abitudini per via dell'insicurezza: “È anche seguita da uno psicologo. Aveva persino cambiato lavoro e non parcheggiava più l’auto nello stesso posto, perché non si sentiva sicura. Una serie di episodi che ha spinto me e mio marito a starle vicino”. La versione è confermata dal cognato.
In aula, nelle vesti di testimone, era presente anche lo psicologo della parte offesa, che però si è avvalso del segreto professionale. Il 22 giugno si attendono l’ascolto di ulteriori testimoni e l’esame dell'imputato.
FOSSANO stalking - Fossano - danneggiamento - Minaccia - Cronaca

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