La droga in auto e una “soffiata” misteriosa: condannato un benese
A bordo dell’Audi, fermata a Fossano, c’erano oltre 130 grammi di marijuana. “Una vendetta” secondo il proprietario del veicolo, poi arrestatoUn anno e quattro mesi è la pena fissata dal giudice Edmondo Pio per M.A., residente a Bene Vagienna, trovato in possesso di 139 grammi di marijuana dopo una “soffiata” ricevuta dai carabinieri di Fossano. Sull’identità dell’informatore resta il segreto, così come su quella della donna che i militari avevano visto allontanarsi in fretta dall’auto, una Audi con targa bulgara, che l’imputato aveva parcheggiato in piazza Dompè la sera del 23 ottobre 2023.
La droga si trovava sotto il sedile del guidatore, mentre nel cruscotto c’era un coltellino multiuso, circostanza che aveva portato all’ulteriore contestazione di porto d’arma abusivo. Il benese, confermano i carabinieri, aveva consegnato tutto mantenendo un atteggiamento collaborativo. In aula l’uomo ha offerto la sua ricostruzione, spiegando di aver solo voluto restituire la marijuana alla “legittima proprietaria”, una sua amica marocchina che aveva lasciato il sacchetto nel veicolo.
Un precedente controllo, effettuato a Narzole dieci giorni prima, aveva portato all’identificazione di entrambi i soggetti e di un pregiudicato albanese, ospite del benese in quel periodo e poi arrestato a sua volta. A bordo del veicolo erano stati trovati due bilancini elettronici, ricetrasmittenti, uno smartphone Apple avvolto in carta stagnola e intestato al proprietario dell’auto. A detta dell’imputato, la donna avrebbe voluto vendicarsi “incastrandolo” con la droga, dopo il controllo a Narzole e un successivo interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Bra.
Una versione a cui non ha creduto il pubblico ministero Luigi Dentis: “Se la droga fosse stata lì, - ha osservato - non si capisce come mai non si siano liberati dello stupefacente in seguito”. L’avvocato Nicola Ferrua Magliani, difensore dell’imputato, ha sottolineato il fatto che nulla fosse emerso dalla perquisizione domiciliare: “Non è inverosimile che la donna abbia nascosto la droga in macchina, probabilmente dopo essere stata rilasciata dai carabinieri. Avrebbe avuto tutto il tempo di farlo”.
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