Lei lo accusa di stalking, lui si difende: “Ossessionata dalla gelosia”
Il 63enne ammette di aver devastato la casa di vacanze acquistata insieme alla ex compagna, ma nega gli altri addebiti: “Mi controllava anche il telefono”“È stato uno stillicidio” racconta in aula un uomo accusato di stalking dalla ex compagna, con cui aveva condiviso un decennio di vita. L’imputato, classe 1963, residente a Fossano, ammette uno solo tra i vari addebiti contestati. La devastazione della casa al mare che la coppia aveva acquistato insieme.
La donna dice di aver trovato il lampadario e la stufa smontati, i gerani recisi in giardino, oltre a una parete divisoria piantata a metà del letto, con una serie di pannelli da muratore. Sul comignolo del forno, realizzato dall’ex compagno, lui aveva cancellato a martellate le proprie iniziali. La ragione di questo “raptus”, spiega lui, va ricercata nei messaggi di insulti che lui avrebbe ricevuto in precedenza: “Non ne ho potuto più - dice - e visto che le avevo regalato la casa, ho separato il letto”. Il resto, sostiene, è tutta invenzione. In particolare l’accusa di aver imbrattato di feci le pareti del bagno: “Non so il perché di questa inutile cattiveria”.
In una lunga e sofferta deposizione la persona offesa ha parlato di minacce di morte, danneggiamenti, irruzioni in casa per terrorizzarla. Anche di danneggiamenti alla sua auto, parcheggiata nel cortile di casa, per oltre duemila euro. E di intrusioni sistematiche per farle piovere dal tetto o per rovinare l’orto, perfino di aver provocato la morte delle oche che teneva nell’aia. Accuse che il sessantenne respinge in blocco, lamentando di essere stato ossessionato dalla gelosia di lei: “Mi controllava sovente il telefono. Anni prima era riuscita, sfinendomi, a farmi installare le applicazioni che si usano per localizzare i bambini: mi aveva fatto credere che fosse preoccupata dall’eventualità che cadessi su qualche strada isolata in bici”.
La passione per le due ruote è fra l’altro all’origine della frequentazione che l’imputato aveva con un’amica cuneese: quest’ultima, sentita come testimone, attribuisce in effetti il loro progressivo allontanamento al fatto che la compagna dell’amico non gradisse i loro frequenti allenamenti in bici. “Lei si lamentava della frequentazione di lui con altre conoscenze femminili, in particolare con la compagna di allenamenti. Lui pativa quell’ossessione” racconta un altro amico che avrebbe raccolto le confidenze di entrambi. Quanto all’episodio delle oche morte, aggiunge l’imputato, si sarebbe trattato di un incidente: la sua intenzione era quella di restituire gli animali alla donna che li aveva acquistati. Perciò aveva lasciato le oche nell’aia dell’abitazione di campagna: “Penso le abbiano ammazzate le volpi o il cane di lei”.
In udienza l’uomo ha confidato di aver attraversato un “crollo psicologico” dopo l’avvio delle indagini: “Dopo che la signora mi ha denunciato ogni tanto mi veniva a suonare il campanello al mattino: a volte ci trovavamo al supermercato, in un’occasione mi ha insultato e deriso per essere ancora in giro col cane, mentre lei aveva già trovato il ‘sostituto’”. Di recente, fa sapere, gli sarebbe arrivata una richiesta di amicizia su Facebook dalla ex: circostanza che quest’ultima ha negato.
Il processo è rinviato per la discussione al 14 settembre.
FOSSANO stalking - Fossano - danneggiamento - Minaccia - Cronaca

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