Abusi sulla vicina con problemi psichici, a processo un 74enne
La ragazza, poco più che maggiorenne, aveva subito violenze già da adolescente. Quella notte una richiesta d’aiuto disperata al fidanzato: “Mi sta violentando”Segnalava la presenza di un uomo nudo in casa di una giovane la richiesta ricevuta dalla centrale operativa dei carabinieri di Mondovì, il 24 luglio dello scorso anno. Quando erano arrivati sul posto, in un piccolo centro del Monregalese, i militari avevano in effetti trovato il sospettato: un anziano con indosso un paio di mutande.
Prima di loro erano già arrivati il fidanzato della ragazza e il padre di lui. Lei, spaventata e avvolta in una coperta, stava sul balcone di casa. Verso le 22, racconta il giovane, la fidanzata gli aveva mandato un messaggio su Whatsapp: “Ti prego aiutami, il vicino mi sta violentando”. Lui era subito corso a casa di lei, insieme al padre. Insieme alla richiesta d’aiuto, ricorda, c’era anche un’immagine: mostrava il vicino coricato sul letto, di fianco a lei.
Oggi quell’uomo, classe 1952, è a processo per violenza sessuale. La ragazza che lo accusa era poco più che maggiorenne e ha un passato molto difficile, cui si aggiunge un ritardo cognitivo: “Ha vent’anni, ma è come se ne avesse undici” dice di lei un’amica che la conosce fin da quando era bambina e che le ha fatto in pratica da madrina. Cresciuta con un padre spesso assente per lavoro e una scarsa educazione affettiva dalla madre (“ho sempre visto uomini a casa e lei abbandonata a se stessa”), aveva subito anche una violenza sessuale in tenera età: “Quando aveva undici o dodici anni, da un uomo di cui si era invaghita la madre”. Appena maggiorenne la mamma l’aveva allontanata da casa, la “madrina” l’aveva aiutata a trovare un piccolo alloggio: era lì da circa un mese, quando era successo il fatto.
Con quel vicino, racconta il fidanzato, c’erano già state varie avances moleste. Lei però faticava ad allontanarlo, anche a causa della sua disabilità psichica e dei problemi a ricordare gli episodi più vicini nel tempo: “A volte andavano a fare insieme al supermercato o a fare delle commissioni, perché lui si sentiva solo. Qualche volta andava a mangiare da lui. Lui le faceva delle avances, aveva detto anche di aver comprato dei preservativi con l’intenzione di usarli con lei”. Solo una settimana prima, aggiunge il teste, l’anziano avrebbe baciato sul collo la ragazza mentre usciva di casa. Poi si era scusato.
Lei quella sera aveva cenato a casa del vicino, poi era tornata nel suo alloggio. A quel punto l’uomo si sarebbe infilato nella porta cominciando a toccarla e a farle violenza, anche con un vibratore. Lei, la scusa di andare in bagno, era riuscita a chiedere aiuto al fidanzato. “Ha spiegato di essersi soltanto steso sul letto di fianco alla ragazza, poi ha ammesso di averla toccata nelle parti intime” ha riferito il comandante dei carabinieri di Villanova Mondovì, il maresciallo Riccardo Beatrice, dando conto del suo dialogo con l’imputato quella sera.
La difesa sostiene che si sia trattato di un rapporto consensuale. “Lui la conosceva da tempo e sapeva quale fosse la sua storia” obietta l’amica di famiglia. Tant’è che solo qualche giorno prima, dice, avrebbe fatto osservazioni poco lusinghiere sull’eventualità che la giovane vicina superasse l’esame della patente: “Certo che dare la patente a una così” sarebbe stato il commento. “Aveva capito che lei aveva dei problemi, anche se non sapeva che avesse un’invalidità” sostiene la donna: “Questa persona - ricorda - una volta mi aveva detto: tu le fai fa madre e io da padre”.
Il processo è rinviato al prossimo 8 ottobre.
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