Carrù, padre e figlio aggrediti denunciano: "Sono sempre loro, nessuno fa niente"
Una faida familiare sarebbe all’origine degli screzi con due fratelli, ora imputati di minaccia e lesioni aggravateDoveva essere una serata tranquilla, ma si è trasformata in un episodio di violenza che ha richiesto il tempestivo intervento dei carabinieri. I fatti si sono verificati il 6 luglio 2022 a Carrù, nei pressi del bar Italia, dove i fratelli E.F. e F.F., italiani residenti in paese, avrebbero aggredito un giovane del posto. Il ragazzo, un 23enne di origine albanese, aveva richiamato con una telefonata suo padre, il quale denuncia a sua volta di essere stato malmenato.
Il motivo? Vecchi screzi, risalenti a una lite che anni prima il giovane aveva avuto con un fratello dei due imputati. Anche allora c’era stata una denuncia, poi archiviata. L’aggressione si sarebbe verificata poco oltre il bar, davanti all’ufficio postale: “Erano alterati. Ci siamo spintonati, calci e pugni. Uno di loro ha messo la mano in un cestino e mi ha lanciato una bottiglia. Ho avuto paura, sono andato via. I miei amici sono andati da un lato, io dall’altro e ho chiamato mio padre”. Quella sera, secondo il racconto fornito dal padre della persona offesa, oltre a calci e pugni sarebbe spuntato un coltello. “Non riguarda solo noi, ce l’hanno con tutta Carrù” sostiene l’uomo, all’epoca 54enne: “Non è la prima volta e nessuno fa niente”.
Il giovane che ha denunciato l’aggressione riferisce di essere stato prima provocato e poi picchiato, mentre faceva una passeggiata in paese assieme a due amici: “Erano alterati, ci siamo spintonati e sono volati calci e pugni. Uno di loro ha preso una bottiglia da un cestino e me l’ha lanciata: a impugnarla era F.F. Ho avuto paura e sono scappato: i miei amici sono andati da una parte, io dall’altra e ho chiamato mio padre. Nella fuga mi sono anche procurato una storta”. In un secondo tempo il ragazzo sarebbe stato testimone di quanto accaduto al padre: “Ha cercato di difendersi usando la bicicletta come scudo. Nonostante questo, è stato colpito un paio di forbici alla testa e alla spalla. Anche io sono stato raggiunto da un colpo al braccio: ho ancora il segno. Dopo l’aggressione loro sono scappati, noi abbiamo atteso i soccorsi”.
Dall’esame delle telecamere il carabiniere Thomas Mezzasoma afferma di aver notato l’atteggiamento “aggressivo” dei due fratelli, entrambi già noti alle forze dell’ordine: “Dalle immagini della gioielleria si vede come inizia la colluttazione, uno di loro si scaglia contro la parte offesa ma viene fermato da un altro soggetto”. Il 23enne avrebbe reagito a quel punto sferrando un pugno verso un aggressore, che a sua volta aveva raccolto da terra un oggetto non identificato per scagliarlo. Sempre la videosorveglianza conferma la circostanza dell’allontanamento di F.F. verso l’auto parcheggiata, dalla quale aveva estratto un oggetto aprendo il cofano per poi tornare verso il bar. Qui, aggiunge il militare, era scoppiata una seconda colluttazione.
Il processo a carico dei due imputati di minaccia e lesioni aggravate proseguirà il 12 giugno.
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