Emergenza cromo esavalente a Mondovì: nuova ordinanza restrittiva a Sant'Anna Avagnina
Il sindaco Robaldo firma un provvedimento contingibile e urgente che vieta l'uso delle acque del fosso irriguo e blocca le attività sul suolo a ovest di strada dei Ciri per tutelare la salute pubblicaLa situazione ambientale nella frazione di Sant'Anna Avagnina a Mondovì continua a richiedere la massima attenzione da parte delle autorità locali. Il sindaco, Luca Robaldo, ha firmato in data 30 maggio 2026 una nuova ordinanza contingibile e urgente che introduce ulteriori e severi divieti per l'utilizzo delle acque e del suolo in una specifica porzione del territorio comunale.
Il provvedimento si è reso necessario a seguito degli ultimi riscontri tecnici trasmessi da ARPA Piemonte, relativi alla presenza di una contaminazione da cromo esavalente nell'area posta a valle della ditta OCM Cromature.
La nuova misura restrittiva scaturisce da una relazione tecnica di ARPA Piemonte, pervenuta al Comune il 29 maggio 2026, basata sui campionamenti effettuati a metà mese. Le analisi hanno confermato la presenza della sostanza inquinante sia nelle acque superficiali del fosso irriguo adiacente alla strada privata che porta a strada dei Ciri numero 28, sia all'interno di una tubazione diagonale di drenaggio suborizzontale.
Questo sistema drenante si trova in un appezzamento di terreno situato immediatamente a ovest dei fabbricati residenziali della zona. Data la connessione idraulica del fosso con il reticolo idrografico locale, il rischio di un'estensione della contaminazione e l'esposizione diretta o indiretta della popolazione hanno spinto l'amministrazione ad agire con estrema tempestività.
L'ordinanza impone il divieto immediato di utilizzo, per qualsiasi scopo, delle acque del fosso irriguo e della tubazione diagonale contaminate. Il blocco è totale e riguarda specificamente l'uso potabile, irriguo, agricolo e zootecnico, vietando inoltre a chiunque di effettuare prelievi. Oltre alle restrizioni idriche, il sindaco ha disposto il divieto assoluto di qualsiasi attività sul suolo nell'area a ovest dei complessi residenziali colpiti. In questa zona specifica sono vietati gli scavi, la movimentazione di terra, la lavorazione o qualsiasi tipo di alterazione del terreno, per evitare la dispersione dell'inquinante e proteggere la salute dei residenti.
Questo provvedimento non cancella, ma va a integrare e rafforzare le tutele già precedentemente adottate dal Comune di Mondovì. Restano infatti pienamente vigenti sia l'ordinanza numero 97 del 10 aprile 2026, che aveva vietato l'uso del laghetto di strada dei Ciri e delle sue acque di alimentazione, sia l'ordinanza numero 121 del 6 maggio 2026, focalizzata sul fosso di scolo limitrofo all'abitazione. Le nuove disposizioni rimarranno efficaci fino a una successiva revoca o modifica, che dipenderà strettamente dagli esiti degli accertamenti e dei monitoraggi attualmente ancora in corso.
La gestione pratica del procedimento è stata affidata all'architetto Carmela Masillo, dirigente del dipartimento Urbanistica e Servizi al Territorio e alle Imprese, che si occuperà di individuare e notificare l'atto ai proprietari delle particelle catastali interessate.
Per garantire il massimo coordinamento e la vigilanza sul rispetto dei divieti, copia del documento è stata trasmessa alla Prefettura di Cuneo, all'Asl Cn1, alla Provincia, ad ARPA Piemonte e alle forze dell'ordine, inclusi la Polizia locale, i Carabinieri e i Carabinieri forestali.
MONDOVÌ Mondovì - Ordinanza - sant'anna avagnina - cromo esavalente

Condividi