Giro di vite a Carrù: ordinanza del sindaco per rimuovere 900 tonnellate di toner
Il provvedimento impone la bonifica immediata del capannone di via GaribaldiIl Comune di Carrù interviene con fermezza per sanare una grave situazione di degrado ambientale e ripristinare la legalità nel cuore del proprio territorio. Il sindaco, Nicola Schellino, ha firmato un'ordinanza sindacale – la numero 47 del 12 giugno 2026 – che impone lo sgombero immediato e lo smaltimento di un immenso deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi situato al civico 124 di via Garibaldi.
Al centro della vicenda c'è un capannone industriale in cui l'ARPA Piemonte, già a partire da un primo sopralluogo nell'estate del 2024, aveva accertato un'attività di stoccaggio non consentita. All'interno della struttura erano state ammassate circa 900 tonnellate di toner esausti per stampanti (classificati con i codici EER 08.03.18 e 16.02.16), stipati in sacchi di grandi dimensioni ("big-bags"), fusti in plastica e contenitori di cartone.
Un'operazione di recupero e smaltimento gestita dalla società Rduegi Recupero srl (con sede a Niella Tanaro), ma avviata in totale assenza delle autorizzazioni ambientali previste dalla legge.
Nonostante i successivi solleciti, le diffide da parte della Provincia di Cuneo e un ulteriore controllo dell'ARPA nel marzo 2025 che testimoniava l'immobilità dei responsabili, la montagna di rifiuti è rimasta al suo posto. Nel frattempo, come si legge nell’ordinanza pubblicata sull’albo pretorio digitale del Comune carrucese, l'azienda è andata incontro a gravi difficoltà finanziarie, culminato nella dichiarazione di liquidazione giudiziale da parte del Tribunale di Cuneo lo scorso settembre.
Due soggetti chiamati a rispondere in solido, dopo l'ordinanza del sindaco
L'ordinanza del primo cittadino chiama ora a rispondere, in solido tra loro, due soggetti precisi. Il primo è G.M.M. di San Michele Mondovì, individuato dagli organi di controllo come l'ex presidente del CdA della Rduegi srl all'epoca dei fatti, a cui viene contestata la condotta diretta dell'abbandono dei materiali.
Il secondo soggetto colpito dal provvedimento è la società proprietaria dello stabile. In questo caso, il Comune ha applicato i recenti orientamenti giurisprudenziali del Consiglio di Stato in materia di tutela ambientale. Avendo la proprietà locato solo due campate del capannone su tre, mantenendo così il libero accesso alla struttura, le viene imputata una responsabilità a titolo di colpa per negligenza e "omessa vigilanza" sul proprio bene, per essersi disinteressata per lungo tempo di quanto accadeva all'interno dell'immobile.
I destinatari del provvedimento avranno ora 60 giorni di tempo per ripulire interamente l'area, trasferire le 900 tonnellate di toner in centri di smaltimento autorizzati e presentare la documentazione che attesti l'avvenuta bonifica. Se i privati non si attiveranno nei tempi stabiliti, sarà lo stesso Comune di Carrù a procedere d'ufficio con i lavori di rimozione, addebitando poi tutte le spese – che si preannunciano ingenti – ai soggetti obbligati, fermo restando lo sviluppo delle relative responsabilità penali e civili.
Il documento è stato trasmesso per competenza alla Procura della Repubblica di Cuneo, all'ARPA, alla Provincia di Cuneo e al Comando provinciale dei vigili del fuoco.
CARRU' carrù - Ordinanza - smaltimento - toner

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