La storia nata su Instagram finisce in un incubo di violenza
Vittima una giovane di Mondovì, in aula le testimonianze delle coetanee: “La vidi gettata dalle scale dopo la lite col suo fidanzato” racconta una di loroSi erano conosciuti su Instagram, tramite un’amica comune a cui lui, un giovane originario di Vieste (Foggia), aveva chiesto informazioni sulla ragazza. Lei, una studentessa di Mondovì, poco più che maggiorenne all’epoca, aveva accettato la sua corte. Insieme all’amica era perfino andata ad Amsterdam per incontrare il fidanzato virtuale, col quale aveva allacciato una vera relazione: “Lui era stato gentilissimo. - ricorda l’amica - Parlava di Dio e della Bibbia, faceva discorsi un po’ assurdi per come lui stesso si è poi rivelato”.
G.A. è ora a processo per stalking e diffusione illecita di immagini intime. La ragazza che aveva fatto da tramite fra i due ricorda di aver ricevuto dalla sua amica foto che mostravano i segni delle percosse, nello specifico lividi: durante una videochiamata, ricorda, “aveva addosso graffi e lividi”. La testimone afferma di non ricordare l’esatta dinamica dei fatti, ma è sicura che fosse da addebitarsi a una lite col fidanzato: “Conoscendo lui so che qualsiasi cosa non andava bene: poteva essere per come era vestita o per una parola sbagliata. In seguito diceva di voler andare in Italia per fare del male a lei e alla sua famiglia. Minacciò anche me, scrivendo ‘do fuoco a te e alla tua famiglia quando dormite’”.
L’episodio della videochiamata sarebbe lo stesso su cui ha deposto un’altra testimone, la cui famiglia gestisce un bed and breakfast nel Monregalese. Lei, spiega, aveva offerto ospitalità ai due fidanzati perché la loro auto aveva avuto un guasto. Al mattino aveva sentito un litigio e un forte tonfo. Più tardi avrebbe riferito ai carabinieri di aver visto la ragazza ospite “per terra alla fine della scala, il fidanzato la stava colpendo alla pancia con calci violenti e insultandola”.
“Lui era aggressivo, lei me lo diceva nei messaggi che inviava” conferma una ex compagna di scuola della persona offesa. Il fidanzato lo aveva visto anche lei in una sola occasione, durante un aperitivo: era la sera prima della lite. Più tardi, quando l’amica si era trasferita da lui, i problemi si erano riproposti: “Sapevamo che quando era in Olanda aveva problemi, abbiamo guardato al lato economico inviandole soldi. Io però non sono entrata tanto nella questione e ho saputo che i soldi per tornare, in realtà, ce li aveva”.
Nell’ultima udienza hanno deposto una psicoterapeuta e una dottoressa che avevano avuto in cura la ragazza. La diagnosi era di forte disturbo da ansia con oscillazione del tono dell’umore e tendenza alla somatizzazione. Un disturbo esploso a seguito di una crisi sul lavoro e che si era acutizzato, dice la psichiatra, in corrispondenza del processo all’ex fidanzato: “Penso temesse di dover riattualizzare il fatto”.
L’istruttoria è stata aggiornata al prossimo 9 febbraio.
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