Sette anni di carcere per il morozzese che accoltellò la moglie in garage
Per il 45enne anche la condanna per maltrattamenti. Lei voleva separarsi, lui la inseguì mentre usciva di casa: secondo il giudice non c’è premeditazioneCinque coltellate inferte alla moglie che lo stava lasciando, inseguendola in garage mentre lei, ignara, stava raggiungendo l’auto per andare a lavoro come tutte le mattine. Il gup Daniela Rita Tornesi ha condannato il responsabile, un 45enne di Morozzo, alla pena di sette anni e quattro mesi.
Tentato omicidio e maltrattamenti le accuse a carico dell’uomo, che ha chiesto il rito abbreviato e si è detto pentito di quanto accaduto a settembre del 2024. Da allora lui è in carcere a Cerialdo, si è detto pentito di quanto ha fatto e ha risarcito la vittima, ottenendo la remissione di querela. “Ha colto la gravità dei fatti” aveva detto il suo legale, l’avvocato Pier Mario Morra, dopo il primo interrogatorio.
Erano una coppia normale, a detta di chi li conosceva e anche della mamma di lei. Lui elettricista, lei commessa in un supermercato, un figlio in tenera età. La donna aveva anche chiesto un trasferimento per essere più vicina alla famiglia: proprio quella mattina avrebbe dovuto iniziare nel nuovo posto di lavoro a Cuneo. Al marito aveva detto di volersi separare. Lui l’aveva seguita e le aveva sferrato cinque fendenti, sfiorando i polmoni e la pleura: ferite che avrebbero potuto uccidere, secondo il medico legale.
La vittima era riuscita a divincolarsi e a raggiungere il parcheggio di una vicina pizzeria, ancora chiusa, lanciando una disperata richiesta di soccorso. Il sostituto procuratore Alessia Rosati aveva chiesto per l’aggressore una pena di dieci anni. Il giudice ha riconosciuto sussistenti entrambe le imputazioni, ma non l’aggravante della premeditazione che aveva avanzato la Procura: la difesa, pur preannunciando l’appello, ha espresso soddisfazione per questa circostanza così come per il riconoscimento delle attenuanti generiche e del risarcimento. Circa la concessione degli arresti domiciliari, il gup si è riservato di decidere.
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