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    ROBURENT - martedì 30 giugno 2026, 11:31

    Spari nella notte a Roburent: l'ombra del bracconaggio a trenta metri dalle case

    Il sindaco, Emiliano Negro, scrive alle autorità e minaccia l'esposto in Procura: "Tracce ematiche sulla provinciale, abbattuto un capriolo"
    Cuneodice.it Spari a trenta metri dalle case a Roburent: c'è l'ombra del bracconaggio Cuneodice.it
    Spari a trenta metri dalle case a Roburent: c'è l'ombra del bracconaggio

    Un grave episodio di presunto bracconaggio ha scosso la tranquillità di Roburent, portando il sindaco Emiliano Negro a muoversi ufficialmente e con fermezza nei confronti della Provincia di Cuneo, della Vigilanza venatoria e dei Carabinieri forestali. I fatti risalgono alla tarda serata di domenica 28 giugno 2026, intorno alle 23.50, quando tre colpi di arma da fuoco sono stati chiaramente uditi dai residenti e dai villeggianti a ridosso del centro abitato, precisamente in località Scarrone, lungo la strada provinciale che collega Roburent a Serra Pamparato. 

    L'allarme è scattato immediatamente e lo stesso primo cittadino si è attivato a seguito delle dettagliate segnalazioni ricevute la mattina successiva. I testimoni, svegliati di soprassalto dalle deflagrazioni in rapida successione, hanno descritto i movimenti sospetti di un'autovettura che è fuggita subito dopo gli spari per poi fare ritorno poco più tardi, verosimilmente per recuperare l'animale abbattuto. Il sindaco Negro si è recato sul posto per un sopralluogo, constatando la presenza di materiale ematico e vistosi segni di trascinamento sull'asfalto e sul ciglio della carreggiata. 

    Le verifiche lasciano spazio a pochi dubbi sulla natura dell'evento, come confermato dalle parole del sindaco: "Le tracce sono riconducibili all'abbattimento di un ungulato, molto probabilmente un capriolo, da parte di un tiratore maldestro e con mira approssimativa, che ha centrato l'ungulato, solo al terzo colpo, come riportato da testimoni che hanno udito il gemito del selvatico a poca distanza". 

    La questione solleva un problema ben più ampio legato alla sicurezza pubblica e alla gestione dei piani di contenimento della fauna selvatica. Il sindaco ha tenuto a precisare la propria posizione normativa: "Nella tutela assoluta delle mie fonti, ho piena contezza delle leggi che disciplinano gli abbattimenti notturni, da parte di tutor, all'uopo utilizzati, della specie sus scrofa e altrettanta consapevolezza che non è consentito l'abbattimento di altre specie di ungulati o qualsivoglia selvatico, in modo particolare in un centro abitato".

     

    Cosa chiede ora l'amministrazione di Roburent

    L'amministrazione comunale esige ora risposte chiare. Nella sua missiva, Negro ha richiesto formalmente la verifica delle istanze di attivazione del servizio di tutor per quella specifica notte, oltre alle eventuali comunicazioni di abbattimento. In assenza di riscontri positivi e regolari, il Comune è pronto a procedere con un esposto formale alla Procura della Repubblica. Questo passo permetterebbe agli inquirenti di visionare le immagini dei varchi di videosorveglianza dei Comuni di Roburent, Pamparato, Montaldo di Mondovì e Torre Mondovì, incrociando i dati del traffico veicolare notturno con i permessi effettivamente rilasciati. 

    La preoccupazione del primo cittadino si estende all'intero sistema di controllo faunistico, che sembra presentare falle preoccupanti e danni collaterali all'ecosistema locale. Negro ha infatti denunciato una situazione allarmante.

    "Vista la evidente pericolosità di talune azioni di fuoco a ridosso di centri abitati, aggiungo che il sistema di controllo notturno della popolazione di cinghiali, mediante l'utilizzo di tutor, presenta un risvolto allarmante. Più nello specifico, in base a segnalazioni pervenutemi di animali feriti e carcasse abbandonate, si sta andando incontro ad una drastica riduzione di tutte le altre specie selvatiche, caprioli, daini, lepri, cervi e camosci non oggetto di abbattimento autorizzato, in forza di un permesso specifico, solo per il cinghiale, che taluni tutor, non tutti, utilizzano come gradito pretesto per integrare la dieta e compiere gesti sconsiderati, privi del basilare buon senso e disciplina della sicurezza". 

    L'obiettivo immediato della municipalità è ora quello di fare piena luce sull'accaduto e ridefinire le regole di ingaggio a tutela della cittadinanza e della fauna protetta. Per questa ragione, il sindaco ha concluso la comunicazione richiedendo un incontro urgente con il dirigente dell'Ufficio e il responsabile della Vigilanza venatoria provinciale. 

    Alessandro Nidi
    luogo ROBURENT
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    Tag:
    Roburent - spari - bracconaggio - Emiliano Negro

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