Una “consulenza definitiva” chiuderà il mistero Gex: il caso è nelle mani dell’esperta di Garlasco
A sessant’anni dall’incidente aereo di Castelnuovo di Ceva si attendono gli ultimi riscontri dall’anatomopatologa Cristina CattaneoSarà una “consulenza definitiva”, dice il procuratore di Cuneo Onelio Dodero, a risolvere il mistero legato alla morte di Corrado Gex e alla sciagura aerea che costò la vita ad altre sette persone nel 1966. L’incarico è stato affidato da tempo a Cristina Cattaneo, anatomopatologa di fama mondiale impegnata in numerosi casi di cronaca tra cui, da ultimo, la cosiddetta super perizia del caso Garlasco.
Venerdì scorso i resti del deputato e aviatore valdostano, deceduto il 25 aprile di sessant’anni fa a Castelnuovo di Ceva, sono stati riportati in Valle d’Aosta su autorizzazione della procura di Cuneo che nel 2021 ne aveva ordinato l’esumazione. All’epoca dell’incidente una commissione d’inchiesta aveva attribuito a “un errore del pilota” la causa del disastro.
Il 34enne Gex, pilota esperto e primo in Italia ad ottenere l’autorizzazione all’atterraggio su un ghiacciaio, era al comando di un Pilatus Porter decollato dall’aeroporto di Le Castellet in Francia con una delegazione valdostana, di ritorno da un gemellaggio. Dopo una sosta ad Albenga, mentre si avvicinava a Castelnuovo di Ceva riscontrò condizioni meteo in peggioramento con nuvole basse. Volando a bassa quota l’aereo colpì gli alberi e si schiantò su una collina: il pilota e i passeggeri rimasero uccisi.
Igino Melotti, ex pilota aereo e amico di Gex, sostiene da allora la pista dell’attentato nei confronti del politico dell’Union Valdôtaine, prossimo a diventare vice ministro dei Trasporti: le ipotesi sono varie, dall’avvelenamento col gas nervino all’esplosione a bordo. La Procura di Cuneo nel 2020 ha avviato una nuova inchiesta, acquisendo gli atti delle precedenti e disponendo sui resti del corpo una serie di esami che fino a pochi anni fa erano impossibili.
Altri riscontri, per ora coperti da segreto istruttorio, sono già arrivati dai vari accertamenti compiuti sulla carcassa dell’aereo: il timone di coda, consegnato a Melotti da un castelnovese, era stato fornito agli inquirenti che avevano interrogato oltre all’amico alcuni familiari di Gex e un geometra di Montezemolo. L’ultima indagine era stata chiusa, senza esito, nel 2012. Ad accogliere il ritorno della salma nel cimitero di Arvier c’erano la scorsa settimana i rappresentanti dell’Union Valdôtaine, che hanno espresso gratitudine all’autorità giudiziaria “per il lavoro condotto con rigore sulla tragedia che costò la vita a Corrado Gex e a tutti i membri dell'equipaggio”.
Il prossimo 25 aprile saranno trascorsi sessant’anni esatti dalla sciagura. A Gex, cui è dedicato l’aeroporto di Aosta, è intitolata dal 2016 a Castelnuovo anche una piazza con una lapide che lo commemora insieme alle altre vittime Giuseppe e Wilma Andorno, Giuseppe Chiavenuto, Maria Coudre, Plinio Maglione, Edy Tillot e Maria Adriana Zagari.
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