La mamma porta i figli fuori dall’Italia, ora è accusata di sottrazione di minore
Un calvario di due anni per riavere i bambini, racconta l’imprenditore saluzzese che ha fatto partire la denunciaQualche giorno prima di Natale, racconta il papà dei due bambini, i figli hanno realizzato un video per il loro nonno: “Grazie per esserci venuti a prendere” gli dicevano. A parlarne è un imprenditore del Saluzzese che ha denunciato la moglie, nell’estate del 2019, dopo visto sottrarre i figli dopo la separazione.
La donna, cittadina ceca, si era separata da pochi mesi e aveva portato i bambini con sé in patria. Ci sono voluti due anni e tre gradi di giudizio, complicati dal contemporaneo esplodere della pandemia, per riaverli in Italia. Un calvario, dice in lacrime il loro papà. La vicenda è finita anche in Corte costituzionale perché bisognava stabilire se il ritiro della querela da parte del padre facesse venir meno i presupposti per l’azione penale. I giudici costituzionali hanno risposto di no e rimandato gli atti a Cuneo.
Ora la mamma è accusata di sottrazione di minore. Nell’ultima udienza ha deposto contro di lei l’ex marito: “La vedevo sempre più strana e ho cominciato a sospettare qualcosa” ricorda l’uomo, ammettendo di avere anche assunto un investigatore privato per capire cosa stesse succedendo. La coppia si era divisa poco dopo, continuando a vivere in due distinti alloggi nella stessa palazzina. Poi l’allontanamento, a ferragosto, motivato - aveva detto lei - dal timore che suo padre fosse in punto di morte: “Ai primi di settembre ho iniziato a chiamare per chiedere quando sarebbero tornati e lei dava risposte vaghe: mi diceva ‘senti l’avvocato’”.
Solo a quel punto l’imprenditore, aveva deciso di rivolgersi alle autorità, dopo aver appreso di essere stato a sua volta denunciato per maltrattamenti (accusa in seguito archiviata). “Il telefono ceco di lei era inattivo, - ha spiegato - su quello italiano ero stato bloccato in Whatsapp: provavo comunque a telefonare, trovando risposta una volta o due a settimana. I bambini al telefono mi dicevano ‘non parliamo italiano’ e cominciavano a dirmi parole in ceco: io cercavo di tirarli su, di scherzare”. Concluso l’iter giudiziario, la Repubblica Ceca aveva autorizzato il rimpatrio forzato dei bambini.
In udienza a Cuneo hanno parlato anche i testi convocati dalla difesa. Un’amica e connazionale dell’imputata ha confermato i presunti maltrattamenti, fisici e verbali, che la donna avrebbe subito prima della separazione: “Lui non voleva nemmeno che frequentassi sua moglie, voleva probabilmente isolarla dal mondo”. In merito a un episodio in particolare, la scoperta di un gps spia sull’auto della donna, ha riferito un carabiniere in pensione che rilevò il fatto: “Lei aveva paura di essere controllata. Ha raccontato che lo aveva scoperto trovando delle mappe su un tablet: io ho verificato se ci fossero impulsi di frequenza dall’autoradio della sua macchina e ho scoperto in effetti un gps”. Anche a lui, aggiunge il teste, “la signora ha raccontato che c’erano stati diversi episodi di violenza domestica”.
L’istruttoria è stata quindi rinviata al prossimo 3 febbraio.
SALUZZO 
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