Ottantaquattromila euro in fumo: i risparmi di famiglia in mano a un truffatore
L’uomo è stato condannato a tre anni. Aveva fatto credere a una coppia di amici di essere in affari con un broker svizzero, millantando “investimenti” mai esistitiAgli amici aveva fatto credere di aver costruito una piccola fortuna giocando con gli investimenti di borsa, in società con un broker svizzero che - dal canto suo - ha poi fatto sapere di non aver mai avuto nulla a che fare con lui. M.P., romano, residente a Paesana, giocava in realtà solo con le aspettative di una coppia di conoscenti che gli ha affidato i risparmi di tutta una vita.
Ottantaquattromila euro in fumo, compresi i soldi che i due avevano messo da parte per gli studi del figlio. “Andavamo in montagna dove abitava lui, a Paesana, ogni quindici o venti giorni e ci sentivamo al telefono settimanalmente” hanno raccontato le persone offese. A colpirli era stato lo stile di vita di quel loro conoscente, presentatogli da un amico comune: “Faceva una bella vita e non aveva mai lavorato”. Lui parlava spesso delle sue spese, non lesinava su nulla: “Se alla mia compagna piace qualcosa, gliela compro”. Lussi sostenuti, a suo dire, grazie a una pensione di invalidità dall’esercito e ai fantomatici investimenti.
“All’epoca c’era il Covid, io ho detto che avevo qualche risparmio da parte e di volerlo investire” ha confermato in aula l’autore della denuncia. Solo dopo sarebbe arrivata l’amara scoperta: i contatti con la Svizzera erano un bluff, il numero di telefono del fantomatico broker corrispondeva a quello dell’“amico”. L’imputato “ha sfruttato al massimo la situazione, fingendosi un rappresentante di istituzioni rispettabili” come l’esercito, ha sottolineato nella sua requisitoria il pm Anna Maria Clemente, chiedendo la condanna a due anni e sei mesi di carcere. Il giudice Marco Toscano gliene ha comminati tre, più una multa di 1.200 euro.
Pochissime, invece, le speranze di recuperare il maltolto: la coppia spiega di non essersi nemmeno costituita in giudizio, per non dover affrontare ulteriori spese. “Mi ha rovinato ed è stata mia moglie a tirarmi fuori da questa storia” ha confidato la vittima della truffa: “Oggi stiamo ripartendo da zero, ma è dura ricominciare: sono in debito con la banca e anche con i miei genitori”.
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