Sette polizze intestate a sua insaputa: il “pacco” sull’assicurazione auto in tribunale
A processo due napoletani individuati come presunti autori dei falsi. Avrebbero sfruttato le differenze di prezzo nelle RC auto vendendole a clienti inconsapevoliUna catena di frodi che partiva dalla Granda e arrivava in Campania, all’insaputa sia di chi ritrovava i propri dati anagrafici in polizze mai sottoscritte sia degli ignari clienti in Meridione. Le indagini sono partite dalle denunce presentate da alcune vittime del furto di dati, in particolare un sessantenne di Pagno al quale erano state intestate ben sette polizze diverse, con più compagnie assicurative. Ad informarlo delle anomalie, nel dicembre 2022, era stato un agente della sua (vera) assicurazione.
In fase di investigazione è emerso che un uomo aveva contattato vari assicuratori, sia al telefono che via mail, qualificandosi con il nome e il cognome del pagnese: in una delle polizze false sequestrate era stato rinvenuto perfino il codice fiscale della vittima, indicato per errore dai truffatori. Il nominativo, invece, era stato sostituito.
Questo “giochino” avrebbe permesso agli autori della frode di intascare cifre fra i 500 e i mille euro per ciascuna polizza falsa: tale, secondo i riscontri, era la differenza in media tra il costo reale delle assicurazioni e quel che veniva fatto pagare agli automobilisti che acquistavano le polizze false. Ai due attuali imputati di frode assicurativa e sostituzione di persona, residenti nel Napoletano, gli inquirenti sono risaliti tramite l’indirizzo email utilizzato per contattare le agenzie assicurative, sia a Cuneo che nel resto d’Italia: era associato all’utenza fissa di un terzo uomo, che è stato a sua volta denunciato e giudicato a parte con il rito abbreviato. Dai tabulati è emersa una pluralità di contatti telefonici tra questo numero e quelli in uso ai due imputati: dal conto di uno di loro, in particolare, era partito il bonifico per il pagamento di una delle polizze. L’altro presunto complice era stato invece riconosciuto da uno degli automobilisti truffati.
Si tratta di un fenomeno di “nomadismo assicurativo” ben noto a chi nelle forze dell’ordine si occupa di questo genere di reati, ricorda il sovrintendente di Polizia Luca Caudana: “In alcune province ci sono prezzi più concorrenziali rispetto ad altre, come quelle campane. Quindi ottenere una polizza a Cuneo, intestata a un soggetto residente, comporta un vantaggio economico”. Il processo è stato rinviato al 16 giugno per ascoltare gli ultimi testi convocati dall’accusa e dalle difese.
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