X
X
Cuneodice.it
Home Cronaca Politica Eventi Attualità Sport Cultura Varie Rubriche Ultime Notizie
Tutta la provincia Cuneo e valli Saluzzese Monregalese Saviglianese Fossanese Alba e Langhe Bra e Roero Il Buschese
Login
Cerca ArticoliCase Cuneodefunti Cuneo
Login
Cuneodice.it
QUOTIDIANO ONLINE
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Eventi
  • Attualità
  • Sport
  • Cultura
  • Varie
  • Rubriche
  • Ultime Notizie
  • ABBONATI
    • tutta la provincia
    • Cuneo e valli
    • Saluzzese
    • Monregalese
    • Saviglianese
    • Fossanese
    • Alba e Langhe
    • Bra e Roero
    • defunti Cuneo

    Home \ Cronaca \ Cuneo e valliVendita case Cuneo

    CUNEO - Thursday 30 November 2023, 11:55

    Video pedopornografici su una chat segreta, nei guai dopo l’indagine in America

    Un uomo residente nella Granda, senza precedenti specifici, è ora a processo. Avrebbe inviato un filmato che ritraeva atti sessuali su una bambina
    Video pedopornografici su una chat segreta, nei guai dopo l’indagine in America
    C’erano dodici italiani tra i 226 membri del gruppo “Canção da Paz” (“Canto di pace”, in portoghese) su Viber, smantellato nel corso di un’indagine delle autorità statunitensi su un traffico di video pedopornografici.
     
    Uno di loro, P.E., è un uomo di origini rumene residente nel Cuneese, senza precedenti specifici. È finito a processo dopo che l’informativa dell’Homeland Security Agency è arrivata alla Polizia Postale di Torino. Si dava conto degli accertamenti svolti a fine 2020 su quella chat, dal nome innocuo ma dai contenuti inequivocabili. Gli utenti, ha raccontato l’allora capo della squadra sotto copertura della Postale, chiedevano materiali pedopornografici utilizzando acronimi e abbreviazioni come “hai pedo?”. Viber, un sistema di messaggistica analogo a Telegram, consente la creazione di canali ad invito, non rintracciabili tramite normali ricerche: era appunto il caso di “Canção da Paz”.
     
    Attraverso i numeri di telefono dei vari utenti, i poliziotti sono riusciti a risalire ai presunti responsabili degli “scambi”. Dall’utenza di P.E., in particolare, sarebbe stato inviato nel novembre 2020 un video che ritraeva atti sessuali tra una bambina di età non superiore ai 6 anni e altri soggetti, presumibilmente adulti. L’ispettore che ha testimoniato in aula a Cuneo ha precisato: “Molto spesso, in quel tipo di canali, la cessione di materiale pedopornografico è l’unica moneta di scambio utilizzata per ottenere altro materiale. Dato che aveva pubblicato un video, si cercò di verificare se ne avesse altri, tramite una perquisizione informatica”.
     
    Sugli esiti di questa perquisizione riferiranno altri agenti nella prossima udienza, l’8 febbraio. Per quella data si attendono anche l’esame dell’imputato e la discussione.
    Andrea Cascioli
    luogo CUNEO
     Condividi
    Tag:
    Polizia postale - Minorenni - Cronaca - online - pedopornografia
    commenti
    Effettua il login per commentare
    notizie interessanti
    Menu
    • Home
    • Cronaca
    • Politica
    • Eventi
    • Attualità
    • Sport
    • Curiosità
    • Cultura
    • Varie
    • Rubriche
    • Altro
    Redazione

    [email protected]
    Maggiori informazioni...

    Cerchiamo collaboratori!
    Scrivici e dai voce alla tua passione

    Territori
    • Cuneo e valli
    • Saluzzese
    • Monregalese
    • Saviglianese
    • Fossanese
    • Alba e Langhe
    • Bra e Roero
    • Il Buschese
    Edizioni
    • italia
    • torino
    • genova
    Cuneodice.it Applicazione per smartphone Android
    Cuneodice.it Applicazione per iPhone e iOS
    Feed RSS

    Privacy Policy - P.IVA 03978350043 powered by Publidok S.r.l.

    Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti. Continuando a navigare ne accetti l'utilizzo. Leggi di più
    OK