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    SAVIGLIANO - Friday 20 February 2026, 19:15

    Due condanne per rissa dopo il “Far West” in piazza a Savigliano

    Pene pecuniarie per due cugini albanesi, assolti i due italiani accusati di intralcio alla giustizia: secondo il pm erano andati a minacciare i titolari del locale
    Due condanne per rissa dopo il “Far West” in piazza a Savigliano

    Alla fine c’è solo una condanna a una pena pecuniaria, con la sanzione di trecento euro, per i due cugini giudicati colpevoli per la rissa avvenuta in piazza Cavour, a Savigliano, nel febbraio di sei anni fa.

    “Scene da Far West” aveva raccontato una testimone, amica dei due uomini aggrediti quella sera: “Ho visto due miei amici fuori dal locale, uno veniva preso a calci mentre era accasciato a terra e l’altro si stava legando una cintura alla gamba, per fermare la perdita di sangue”. Secondo alcuni dei presenti al bar Taipei, teatro della vicenda, si era trattato di un pestaggio in piena regola con calci e pugni, lanci di posacenere e pezzi di cemento, forse perfino coltellate. Ne parla un terzo componente del gruppo, il quale ha spiegato di essere intervenuto in un secondo tempo, cercando di togliere il coltello a un ragazzo che zoppicava: “Erano in troppi per reagire. Mi hanno colpito con un mattone e ho riportato ferite da taglio sul polpaccio, sul ginocchio e all’anca, un’altra più leggera alla pancia”.

    Sul possibile movente, mai accertato, ha offerto qualche elemento un 43enne di Caramagna che sarebbe stato il vero obiettivo del gruppo: “Un ragazzo zoppo ha iniziato ad accusarmi di cose che non comprendevo. Non capivo a cosa si riferisse, ma era una questione correlata al lavoro che avevo svolto fino a un anno prima”. L’individuo citato è stato poi identificato nella persona di K.X., presente sul posto insieme al cugino E.X.: per i due cugini, albanesi residenti a Savigliano, il sostituto procuratore Pier Attilio Stea aveva chiesto una condanna a un anno e sei mesi.

    Più grave era l’episodio successivo di intralcio alla giustizia contestato a un pluripregiudicato italiano, S.F., e a suo zio C.D.: i due, secondo la Procura, si sarebbero resi protagonisti di una successiva intimidazione ai titolari del locale. “Qui non è successo nulla” sarebbe stata la frase rivolta al gestore del Taipei, la stessa notte, con un riferimento ad “amici pericolosi” che il pm riteneva “indicativa di una capacità a delinquere estremamente alta” e di una “pretesa di imporre l’omertà sul territorio”. Si chiedeva perciò una condanna a tre anni per il presunto autore materiale S.F. e a due anni per C.D., ritenuto suo complice.

    Le difese di E.X. e K.X., rappresentate rispettivamente dagli avvocati Luca Vineis e Carlo Emanuele Giordana, hanno negato la presenza di coltelli sulla scena, riconducendo piuttosto le ferie a cocci di vetro presenti sulla scena. A dare origine alla rissa avrebbe concorso il comportamento “alquanto spavaldo” di una delle parti civili. L’avvocato Gandini, difensore di S.F., ha eccepito circa l’identificazione dell’assistito come artefice della minaccia: “Dato fondamentale è che il titolare del Taipei dica non solo di non riconoscerlo, ma che la persona che si era presentata al locale era di origine albanese”. Analoghe le conclusioni dell’avvocato Enrico Gallo per la difesa del coimputato, chiamato in causa in concorso.

    Il giudice Marco Toscano ha assolto i due accusati di intralcio alla giustizia e derubricato in rissa il reato più grave di lesioni che era stato contestato ai cugini. I due avevano già risarcito le parti civili ottenendo la remissione delle querele.

    Andrea Cascioli
    luogo SAVIGLIANO
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    Tag:
    Savigliano - Aggressione - Lesioni - Cronaca - processo
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