Spazio incontri della Fondazione CRC, ore 15 - 19
Legambiente fa il punto sul consumo di suolo a Cuneo
Il 20 febbraio, presso la Fondazione CRC, è in programma un incontro sul progetto nato dall’impegno dell’associazioneLegambiente Cuneo organizza il 20 febbraio dalle ore 15 alle 19, presso lo Spazio Incontri Fondazione CRC via Roma 15 Cuneo, il convegno “Il suolo è vita, ridiamo vita al suolo” per rendicontare in merito al primo anno di lavoro sul progetto omonimo, reso possibile grazie anche al contributo della Fondazione CRC, e approfondire le conoscenze sul suolo.
Il progetto nasce dall’impegno di lunga data dell’associazione Legambiente Cuneo sui temi salvaguardia della biodiversità e tutela del suolo, risorsa basilare per la nostra stessa sopravvivenza: un enorme serbatoio di carbonio contro il cambiamento climatico, un contenitore ricchissimo di biodiversità (oltre un quarto del totale presente sul pianeta) fondamentale per la chiusura dei grandi fondamentali cicli naturali e per la fertilità, in grado di assicurare il 95% della nostra alimentazione e preziosa riserva di acqua. Purtroppo, dato allarmante, quasi il 70% dei suoli in Europa è degradato a causa di pratiche agricole intensive, inquinamento, erosione, e conseguente tendenza verso la progressiva desertificazione. Prendersi cura del suolo è dunque un obbligo al quale non ci si può più sottrarre, e un modo per curare il suolo è prendere coscienza dei danni provocati da un’agricoltura che finora ha ignorato o trascurato questa risorsa fondamentale, e agire mettendo in atto pratiche agronomiche rigenerative del suolo. Gli agricoltori che le utilizzano riescono a migliorare progressivamente il suolo nel giro di qualche decina di anni, incrementando significativamente già nei primi anni il tenore di sostanza organica.
Da qui l’idea e le motivazioni del progetto, creato e seguito da Anna Massa, agronoma, che spiegherà i principi alla base di un’agricoltura attenta al recupero e al mantenimento della fertilità dei suoli, nonché le prime azioni messe in campo con alcune aziende agricole e i futuri sviluppi del progetto, da estendere anche ad altre aziende, perché, come sostiene “il successo di una azienda agricola dipende, nel lungo termine, dal successo delle aziende del territorio, a tutti i livelli, economico, sociale ed ecologico”; e ancora “La qualità nutrizionale del cibo sulle nostre tavole dipende dalle varietà coltivate ma soprattutto dalla qualità del suolo in cui queste si sviluppano”; questo costituisce anche un notevole approccio, tipico dell’agroecologia, in cui le comunità locali partecipano consapevolmente e attivamente ai processi di produzione sostenibile di cibo sano, sostenendo i coltivatori virtuosi. Relazionerà al convegno Konrad Schreiber, eminente esperto di lungo corso in tema di “sol vivant”, illustrando principi basilari, recupero e mantenimento della fertilità dei suoli ed esperienze consolidate in Francia, a partire dagli anni ‘90 in cui ha iniziato a curare il suolo. Comprendere i “suoli viventi” il titolo del suo intervento, nel quale sicuramente citerà il suo slogan “sol nu = sol foutu, sol couvert = sol prospère” (suolo nudo = suolo spacciato, suolo coperto = suolo prospero). Il suo obiettivo, testualmente, è: “promuovere l'innovazione del mondo vivente ovunque gli agricoltori in transizione lo richiedano. Il suo universo? La biologia, quella del mondo naturale che deve prevalere su quello artificiale. E la buona notizia è che (lui) sa come farlo funzionare sempre meglio”.
A seguire l’intervento di Andrea Fasolo, agronomo, dottore di ricerca su suolo e fertilità e agricoltore esperto in semina su sodo e colture di copertura presenterà le sue esperienze con queste pratiche agronomiche: “Fare agricoltura su un suolo vivo: coperture, lavorazioni e concimazioni per ridare vita al suolo”. Andrea Fasolo vanta una ormai consolidata esperienza in tema di suolo vivo: “Porto avanti dal 2017 un'esperienza di semina su sodo di cover crop in vigneto, in un'azienda agricola in cui abbiamo sviluppato una seminatrice da sodo. Attualmente lavoro come agronomo e collaboratore di diversi enti di ricerca in Veneto, su diversi progetti. Da oltre 15 anni coltivo direttamente alcuni campi con pratiche di agricoltura rigenerativa e, in particolare negli anni di dottorato, sono diventati la mia palestra agronomica e anche la mia più importante stazione sperimentale”.
A seguire dibattito e conclusioni. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.
- 20/02/2026
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