Crissolo
Appuntamento a Crissolo con la tradizione di Carnevale del Bussolin
La festa, in programma sabato 14 febbraio, prevede nel pomeriggio il corteo dei figuranti per il centro del paese e una cena con polenta nella Sala delle GuideSabato 14 febbraio Crissolo ripropone il corteo del Bussolin, la tradizionale rappresentazione locale del periodo del Carnevale. Una ventina di figuranti canta, in piemontese e con l’accompagnamento della musica di una fisarmonica, la storia di una bella giovane che si è smarrita raccogliendo le more e che viene nascosta in un cespuglio di rose, il buisson da cui deriva il nome della festa, da un contadino che sta zappando la sua vigna: questi indica poi il nascondiglio al re del castello locale, che conquista la fanciulla, non senza fatiche, e la rende sua regina.
La festa, organizzata dalla Proloco con la collaborazione degli esercizi commerciali del paese, comincia nel pomeriggio: alle ore 15.30 il corteo dei figuranti, composto quest’anno per la prima volta anche da bambine e bambini e da giovani ragazze e ragazzi di varia età, parte dalla piazza del municipio e si muove nel paese proponendo la rappresentazione nei pressi di bar e ristoranti; la partecipazione al corteo e alle danze è libera per tutti coloro che lo desiderano. Alle ore 19.30, nella Sala delle Guide, si tiene la cena conclusiva a base di polenta e succulente pietanze preparate secondo antiche ricette crissolesi dai ristoranti locali: il menu prevede antipasti, polenta concia e con spezzatino, salsiccia e formaggi, dolce e frutta, bevande comprese. Al termine della cena avrà luogo un’ulteriore rappresentazione del Bussolin. La serata si concluderà con balli occitani in allegria, accompagnati dal suono della fisarmonica di Alberto Saltarello, che seguirà inoltre il corteo per tutto il pomeriggio. La partecipazione alla cena e alla serata è a pagamento: la quota è 25 euro per gli adulti, con riduzione a 20 euro per i soci della Proloco, e di 15 euro per i bambini fino a 12 anni; per motivi organizzativi è necessaria la prenotazione telefonica al numero 339.6571242 (Adelaide).
Quest’anno il ruolo del re è stato affidato al giovane studente universitario astigiano Lorenzo Dallosta, la cui famiglia è proprietaria di una seconda casa a Crissolo da tre generazioni, mentre la regina sarà interpretata da Mariagiorgia Rossetto, ventenne originaria di Crissolo e allenatrice di minivolley nel Volley Saluzzo e della squadra under 18 nel Volley Marene. Per entrambi, si tratta della prima esperienza in questi ruoli. A completare il trio dei personaggi principali, l’apicoltore crissolese e consigliere comunale Nicola Bessone vestirà i panni dello zappatore per il secondo anno consecutivo. Intorno ad essi, si muove un gruppo di una quindicina di figuranti, vestiti con abiti della tradizione contadina dell’alta valle o con curiose varianti sul tema: sono il gruppo che ricorda i questuanti che si spingevano nelle case e nelle baite a chiedere il cibo e il vino, compenso per aver portato a domicilio dei valligiani un breve momento di svago. Una particolarità scenica di grande effetto è rappresentata dal simbolico cespuglio di rose, ingegnosamente realizzato con un ombrellone decorato da lunghe frange floreali.
L’evento non è soltanto un momento di festa, ma anche e soprattutto un importante tassello nel mosaico delle tradizioni culturali alpine, preservate e tramandate alle nuove generazioni. Questa tradizione, un rito carnevalesco particolarmente originale e non noto altrove, affonda infatti le sue radici in esperienze di teatro popolare itinerante: gruppi di giovani si spostavano in tutta l’alta valle Po con l’ausilio di un mulo e di un carretto, proponendo una sorta di teatro ambulante finalizzato alla questua. I carretti teatro scendevano la valle, cantando e raccontando la vicenda, musicata sulle note di un canto popolare. A Crissolo, così come nelle vicine Ostana e Oncino, fu usanza comune fino agli anni ’50 e ’60 del Novecento, ma poi la si era persa. A Crissolo è stata recuperata negli Anni ’80, con un paziente e sapiente lavoro di ricostruzione del testo della canzone e della melodia, grazie al confronto con chi, già più avanti negli anni, si ricordava delle ultime rappresentazioni che si erano svolte. Dopo averlo proposto nuovamente con regolarità fino ai primi anni duemila, lo si era nuovamente abbandonato: ora è tornato a far parte del programma annuale delle manifestazioni dal 2016.
- 14/02/2026
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