La Lega e la destra cuneese ricordano Bossi: "Un grande protagonista della politica"
Il cordoglio dopo la morte del "Senatur". Il Ministro Crosetto: "L’ho sempre stimato e gli ho voluto bene". Cirio: "Ha portato al centro del dibattito temi ancora oggi molto attuali"È morto Umberto Bossi. Il “padre” della Lega si è spento ieri, giovedì 19 marzo, all’età di 84 anni. Tanti in queste ore i messaggi di cordoglio del mondo politico. Tra questi, anche quelli degli esponenti cuneesi, della Lega e non solo.
Lo ricorda con un aneddoto, raccontato su X, il Ministro della Difesa Guido Crosetto: “Ho avuto l’onore di conoscerlo, di lavorare con lui, di scherzare con lui, di confrontarmi e discutere con lui. La prima volta fu quando ero relatore alla legge di Bilancio e ci trovammo in un impasse perché il gruppo della Lega aveva fatto muro contro il finanziamento del fondo per i lavoratori socialmente utili di Palermo e Napoli e per un finanziamento per i dissalatori in Sicilia. Tutto si bloccò e, alle due del mattino, entrò nella stanza dove ci stavamo confrontando il capo supremo della Lega Nord. Lo vidi entrare e pensai: ok, é finita, ora lui dirà che non si può far nulla e i deputati di AN e di Forza Italia del sud faranno saltare il banco. Si zittirono tutti. ‘Rocky (Marciano, così gli piaceva chiamarmi), che succede?’. Gli spiegai che avevo proposto un meccanismo virtuoso per cui avremmo finanziato gli LSU ma prevedendo una riduzione obbligatoria negli anni fino ad arrivare a zero e che invece l’investimento nei dissalatori era secondo me una cosa intelligente in una zona con poca acqua. Mi guardò, guardò i suoi e disse: ‘Perché mi avete disturbato (fu un po’ più rude), se avete trovato una soluzione seria su Napoli e Palermo? L’unica mia preoccupazione è che poi li tengano in funzione i dissalatori, una volta fatti’. Ed uscì. Perché lui era così: di buonsenso, mai superficiale e molto realista. Avrei moltissimi altri ricordi di lui prima e dopo che l’ictus lo colpisse. L’ho sempre stimato e gli ho voluto bene”.
A ricordarlo anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio: “Con Umberto Bossi se ne va uno dei protagonisti della politica italiana. Politico di grande passione e intelligenza, insieme a Silvio Berlusconi, ha segnato anni di grande trasformazione per l’Italia, portando al centro del dibattito temi ancora oggi molto attuali”.
“La sorgente del Monviso ha rappresentato per Umberto Bossi e la Lega Nord fin dal 1996 un luogo altamente simbolico dal punto di vista politico: non solo l’origine geografica del Po, ma il punto di partenza ideale di una comunità, la cosiddetta 'Padania', intesa come realtà culturale, economica e territoriale distinta", il ricordo del senatore Giorgio Bergesio, segretario provinciale della Lega. "La festa annuale ha da sempre rappresentato un momento forte basato su identità territoriale, autonomia e critica allo Stato centrale. I rituali legati alla raccolta dell’acqua del Po servivano a rafforzare l’idea di una legittimità “naturale” del Nord a governarsi, trasformando un elemento geografico in un simbolo politico di appartenenza e rivendicazione. La manifestazione del Monviso è diventata per tutti noi non solo un riferimento simbolico, ma uno strumento per comunicare valori come federalismo e riconoscimento delle specificità locali, in contrapposizione a una visione più centralista dello Stato italiano. Come abbiamo sempre fatto, continueremo a portare avanti questa iniziativa che permette ogni anno di richiamare tutti noi ai valori fondanti del nostro movimento che oggi sono rappresentati in continuità con capacità e determinazione dal segretario federale Matteo Salvini. Siamo tutti qui grazie all'idea di Bossi e gliene siamo grati. Oggi è una giornata veramente triste e gli chiediamo di proteggerci ogni giorno da lassù”.
“È una serata profondamente triste per me”, ha scritto sui social Flavio Gastaldi, sindaco di Genola ed ex deputato per la Lega, pubblicando uno scatto che lo ritrae insieme al “Senatur”: “In questa foto avevo 17 anni e già due anni di militanza alle spalle: era la mia prima foto con ‘il Capo’. Ero, e sono, orgoglioso di essere immortalato vicino a un pezzo di Storia. Vicino all'uomo che ha regalato un sogno a migliaia di persone, l'unico che ha saputo dare davvero voce alle istanze del Nord contro lo Stato centralista. Bossi era così: irruento, diretto, di cuore. Un leader che sapeva parlare al suo popolo per ore, tenendo accesa la fiamma del progetto federalista. Se ho iniziato ad appassionarmi alla politica, fino a farla diventare parte integrante della mia vita, lo devo soprattutto a lui. Un uomo con molti pregi e altrettanti difetti e proprio per questo unico nel panorama politico. Mi ha conquistato da subito. Grazie alla sua visione ho potuto far avvicinare tante altre persone (in particolar modo i giovani di cui avevo la responsabilità) al grande sogno di uno Stato Federale. Oggi perdo il padre di quel movimento in cui milito da 20 anni. Perdiamo l'uomo, ma il suo modo di fare Partito, in mezzo alla gente e alla militanza, non lo dimenticheremo mai”.
“Ciao Senatur. Mi sono avvicinato alla Lega Nord dopo la tua battaglia per difendere un’importante azienda a Savigliano. Un momento che ha segnato tanti di noi e che resta ancora vivo nella memoria, come l’ala gremita nel 2006”, il ricordo di Matteo Gagliasso, coordinatore piemontese della Lega Giovani ed ex consigliere regionale: “Grazie alle tue lotte siamo arrivati fino a qui. Oggi tocca a noi, come Giovani Padani, portare avanti quel sogno: il tuo, il nostro, quello di tanti cittadini. Faremo la nostra parte, con responsabilità e determinazione, sapendo che il tuo esempio continuerà a guidarci”.
“Abbiamo condiviso momenti che non si dimenticano e anni intensi. A te, mi legano gratitudine e rispetto. Buon viaggio Umberto”, il ricordo dell’ex consigliere regionale Paolo Demarchi.
CUNEO Umberto Bossi

Condividi