L’“onda vannacciana” è arrivata: “Dalla Granda saremo quattrocento prima del congresso”
Lauria promette 20 circoli al leader regionale Pozzolo. Le comunali? “C’è un centrodestra che si veste da civismo per perculare i cittadini”. Ma le trattative ci saranno“Il numero è potenza” diceva Benito Mussolini un secolo fa. Non lo ripetono gli esponenti del partito di Roberto Vannacci che tuttavia (anche) di numeri parlano, e non si sottraggono alla domanda di rito: “Chiedermi se sono antifascista è come chiedermi se sono antinapoleonico o borbonico: ci sono state pagine terribili in una guerra civile che hanno visto atti di eroismo da entrambe le parti e atti spregevoli da entrambe le parti. Questo non lo si riesce ancora a storicizzare in Italia”. Parole di Emanuele Pozzolo, referente del generale in Piemonte, oggi in municipio a Cuneo insieme a Beppe Lauria.
I numeri, dicevamo. Questa mattina gli iscritti nazionali censiti erano 45.141, dice il deputato ex FdI: “È un dato enorme per chi ha dimestichezza coi numeri della politica”. Altri numeri: cinquecento, i partecipanti alla cena con il leader tenutasi martedì scorso in un ristorante di Barriera Milano, quartiere popolare e multietnico per eccellenza di Torino. E ancora: quattrocento, i simpatizzanti che Lauria conta di tesserare prima del congresso costitutivo di giugno. Cento, i partecipanti alla cena in programma questa sera in un ristorante di Cuneo. Venti, i circoli che si punta a radicare sul territorio, più un comitato giovani.

“È un positivo campanello di allarme per i nostri amici del centrodestra” aggiunge sornione Pozzolo: “Se c’è questa vera onda vannacciana nel nostro Piemonte, una terra molto prudente, deve anche essere un chiaro segnale agli amici e alleati a non ignorarci. Sennò si rischia di perdere tutte le elezioni”. Già, le elezioni. L’anno prossimo a Cuneo l’accoppiata sarà tra comunali e politiche. Futuro Nazionale conta sull’“effetto traino” in città e si dice disposto a mettersi al tavolo. Ma gli strascichi del passato pesano: “Il matrimonio si fa perché due si incontrano: ero un ‘marito sgradito’, fino a ieri, al centrodestra” ricorda Lauria. “Se a Cuneo il centrodestra non ha mai vinto - sottolinea - non è per merito del centrosinistra, è perché non ha mai voluto vincere: ci sarebbe da chiedersi perché. Dal punto di vista elettorale io rappresento la stessa cifra di partiti come Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia”.
E se il centrodestra dovesse andare al traino del Patto Civico locale, ovvero il gruppone che in Centro per Cuneo guarda a una maggioranza alternativa? Qui le cose si complicano: “C’è un centrodestra che si veste da civismo per ‘perculare’ i cittadini. A Cuneo abbiamo il vicesegretario nazionale di Forza Italia e presidente della Regione, un ministro e il vicesegretario del Pd: il paradosso è che anziché essere orgogliosi di rappresentare quello che sono, hanno bisogno del civismo per mascherarsi”. Insomma, la strada della trattativa è lunga e irta di perigli. Nel frattempo però la “campagna acquisti” prosegue: “C’è interesse, ci stanno cercando delle persone e noi stiamo cercando delle persone” conferma Lauria, senza sbilanciarsi. Non passa inosservata, in conferenza stampa, la presenza di Mavy Civallero, consigliera comunale eletta nella lista SiAmo Cuneo (civica di centrodestra, a proposito).

Il “fuoriprogramma” è l’arrivo di una ex candidata delusa, Nicoleta Prisacaru, prima esclusa nella lista di Lauria: gli rinfaccia di essersi rimangiato la promessa di una staffetta, scegliendo di restare in Consiglio comunale. Lui non si scompone: “Le proposi di accettare l’alternanza con quelli che dopo di lei erano stati candidati. Rispetto a questa sua legittima contrarietà ho continuato a fare il consigliere, poi mi sono trovato coinvolto in prima persona in un partito”. Si va avanti.
Parlando di politica e di “paletti”: Vannacci, dice Pozzolo, li ha posti al centrodestra su famiglia, immigrazione e sicurezza. “L’Italia non è un Paese razzista, - premette - però rischiamo di far esplodere una bomba sociale: o si riesce a dettare chiare regole a chi viene ospitato, oppure il fenomeno rischia di generare qualcosa che nessuno vuole”. Altro avvertimento, sulla politica estera: “Stiamo mandando gli italiani sul lastrico dicendo che siamo così ‘buoni’ da non comprare il gas da Putin perché è ‘cattivo’, però poi lo compriamo dai peggiori regimi islamisti”. Idem per l’accordo Mercosur: “Abbiamo fatto una lotta in questa legislatura per il cambio di nome del ministero dell’Agricoltura con l’aggiunta della sovranità alimentare: lo stesso ministro che ha voluto questa operazione, è andato in Europa a dare l’assenso del governo italiano alla stipula del Mercosur. È inutile che organizziamo le grandi fiere della nocciola e del riso per poi spalancare al Sudamerica un mercato che già è penetrato da flussi dall’est asiatico”. Gli “amici del centrodestra” prendano nota.
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