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    CUNEO - Thursday 08 January 2026, 08:03

    Quando Crosetto diceva: “Gli Usa non invaderanno il Venezuela”

    Spopola un tweet del ministro della Difesa, risalente a novembre, in cui il marenese rassicurava l’“amico nemico” Claudio Borghi. Ma adesso che ne pensa?
    Quando Crosetto diceva: “Gli Usa non invaderanno il Venezuela”

    Non sarà il funesto “stai sereno” che Renzi dedicò a Letta appena prima di rovesciarlo a palazzo Chigi, ma anche il “puoi stare tranquillo Claudio”, rivolto da Guido Crosetto al senatore leghista Claudio Borghi, qualche preoccupazione in prospettiva può sollevarla.

    Mica perché il ministro della Difesa non fosse in buona fede, scrivendo quel tweet il 16 novembre scorso, ma perché il tema era il Venezuela. “Ma se per caso gli USA attaccassero il Venezuela che facciamo? Mandiamo 12 pacchetti di armi a Maduro?” si chiedeva, provocatorio, l’economista del Carroccio, esponente di punta dell’ala sovranista ed eurocritica della maggioranza. Il riferimento è al sostegno del governo all’Ucraina, di cui il liberale e filoatlantico Crosetto è sempre stato interprete.

    “No, puoi stare tranquillo Claudio, anche perché non hanno mai invaso una nazione per occuparne stabilmente il territorio con la scusa che alcuni parlassero inglese” aveva risposto il marenese a Borghi, cogliendo la palla al balzo per rimarcare che questa “è solo una tra le tante differenze con la Russia. Un’altra è il fatto che post come i tuoi, fatti in Russia in dissenso da Putin, non sarebbero possibili mentre in USA, come in Italia, sono benvenuti anche quando dicono cose diverse ed anche opposte”. Borghi, a sua volta, aveva controreplicato: “Io sinceramente sarei prudente a dividere le nazioni in buone o cattive perché lo scivolo del ‘bombardare è buono, occupare è cattivo’ secondo me non porta a niente di produttivo”. “Quanto alla censura dei post allora che facciamo attacchiamo la Gran Bretagna?” aggiungeva, riprendendo da La Repubblica la notizia di un’incarcerazione per un post offensivo nel Regno Unito.

    Alla luce degli ultimi eventi quello scambio su X è diventato virale. C’è chi lo riposta irridendo il ministro e chi ricorda che anche gli Stati Uniti il loro carico di annessioni, a ben vedere, ce l’hanno: per esempio quando tra il 1846 e il 1848 inglobarono il Texas e invasero l’allora provincia messicana dell’Alta California, comprendente oltre all’attuale California una gran parte degli Stati sudoccidentali degli Usa. Storia vecchia, si dirà, dove forse il paragone calza più con le mire espansionistiche sulla Groenlandia danese che con l’attacco al Venezuela, sferrato con modalità anomale e scopi non troppo chiari. Un’invasione militare vera e propria non sarebbe nei piani della Casa Bianca, in compenso i bombardamenti ci sono stati e i morti anche.

    Resta il fatto che sul Venezuela, a quasi una settimana di distanza dal sequestro di Maduro, non è ancora uscita una sola parola dai piani alti di palazzo Baracchini. Crosetto, uno dei politici più comunicativi nel centrodestra, specie sull’ex Twitter, non gli ha dedicato nemmeno un pensiero fuggevole. Sul suo profilo in questi giorni è un succedersi di repost riguardanti il referendum sulla giustizia, compresa la denuncia del forzista monregalese Enrico Costa sui contenuti veicolati dal comitato del no nei suoi cartelloni. Temi indubbiamente rilevanti per la politica nostrana, che però non investono le deleghe della Difesa.

    Si mormora che Crosetto si sia confrontato con Giorgia Meloni e stia cercando di raccapezzarsi, sconcertato dai metodi di Trump. Di sicuro non valuta di inviare armi a Caracas, ma può darsi che lo stia sfiorando il pensiero di aver parlato troppo in fretta, nella sua baruffa dialettica - l’ennesima - con l’“amico nemico” Borghi. In ogni caso, almeno per ora, da via XX Settembre tutto tace, anche sui social.

    Andrea Cascioli
    luogo CUNEO
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    Tag:
    Polemica - Fratelli d'Italia - Social - Lega - Guido Crosetto - Stati Uniti - Governo - Donald Trump - Ucraina - venezuela - Claudio Borghi
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