Regione, Sacchetto “tifa” Cameroni in giunta per tornare a palazzo Lascaris
Vittima sacrificale delle dimissioni dell’assessore Chiorino, il cuneese di FdI deve ora sperare nella promozione della novarese per tornare consigliereNel domino dell’affaire “Le 5 forchette” a Claudio Sacchetto è toccato il ruolo di ultima pedina a cadere, pur senza essere coinvolto a nessun titolo nell’ormai nota vicenda della bisteccheria romana e nelle disavventure della “cordata biellese” di Andrea Delmastro che ne sono seguite.
Paradossi della politica: il conto della bisteccheria, insieme all’ex vicepresidente e assessore regionale Elena Chiorino, dimessasi lunedì scorso, lo ha pagato anche l’incolpevole consigliere cuneese, ripescato nel 2024 dal “listino” del presidente proprio a seguito della nomina in giunta della Chiorino. Il 46enne imprenditore agricolo, in passato assessore regionale all’Agricoltura e consigliere comunale a Cuneo con la Lega, al momento è fuori da palazzo Lascaris, ma può sperare in un ripescaggio. Se infatti a prendere il posto di Chiorino in giunta fosse la consigliera novarese di Fratelli d’Italia Daniela Cameroni, posizionata all’ottavo posto nel listino, Sacchetto riprenderebbe il seggio negatogli.
La soluzione pare essere molto accreditata ai piani alti del grattacielo Piemonte, anche perché avrebbe il pregio di salvare capra e cavoli: la presenza femminile in giunta (dopo le dimissioni di Chiorino, l’unica donna è l’altra “sorella d’Italia” novarese Marina Chiarelli, già dimezzata nelle deleghe e sempre più isolata nel partito) e appunto quella di Sacchetto in Consiglio.
In teoria ci sarebbe anche una possibilità che a entrare nell’inner circle degli assessori di Alberto Cirio sia proprio Sacchetto, ma pare un’ipotesi remota. Contro l’ex assessore della giunta Cota pesano due caratteristiche “ascritte” e difficili da non tenere in conto: il sesso e la provenienza geografica. Sacchetto in giunta ridurrebbe al lumicino la quota rosa e consegnerebbe alla Granda un terzo assessorato, dopo quelli di Paolo Bongioanni e Marco Gallo, a cui si sommano le deleghe dello stesso presidente: troppa grazia, potrebbe pensare qualcuno.
Cameroni, imprenditrice, classe 1977, alla prima prova in Regione, condivide con Sacchetto la militanza in Fratelli d’Italia e la vicinanza a Guido Crosetto, il quale parrebbe infatti caldeggiare la sua nomina. A sfavore potrebbe pesare il suo legame sentimentale con il senatore Gaetano Nastri, dominus indiscusso del partito sotto la cupola di San Gaudenzio, in un momento in cui il partito di Giorgia Meloni si trova impegnato ad allontanare le polemiche da sé. Ci sono però altre possibili opzioni per la fiamma tricolore. Il quotidiano online Lo Spiffero ne indica almeno due, riferite entrambe a consigliere elette nel Torinese: Alessandra Binzoni che godrebbe dei favori di Augusta Montaruli e Marina Bordese gradita, pare, all’europarlamentare e nipote d’Italia Giovanni Crosetto.
Se il partito pivot della maggioranza si trova a gestire la successione di Chiorino, altrove c’è chi vorrebbe allargare il discorso a un più ampio “rimpastino”. Ad aprire le danze è stato il capogruppo leghista Fabrizio Ricca, con un’intervista al Corriere della Sera: “Finora la giunta ha lavorato bene, ma cambiando un assessore che era anche vicepresidente qualche riflessione va fatta. Molto dipenderà dal nome che verrà indicato”. Un avviso ai naviganti dal Carroccio che già ben prima del “caso Chiorino” aveva palesato segni d’insofferenza. Si veda l’attivismo da presidente della commissione Sanità dell’ex assessore Luigi Icardi, non sempre in sintonia col successore Federico Riboldi (a Cuneo sulla questione del partenariato per l’ospedale, ad esempio), ma anche le bordate della “battitrice libera” Gianna Gancia.
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