Robaldo pensa al bis in provincia e lancia l’associazione del Patto Civico
Oltre 130 soci fondatori per il “partito dei sindaci”. In platea il Gotha del centrodestra, Costa e Cirio benedicono i civici: “Siate consapevoli della vostra forza”Il “partito dei sindaci” di Luca Robaldo spegne la prima candelina e completa il percorso costitutivo incominciato un anno fa a Fossano. Il Patto Civico per la Granda è ora un’associazione, con oltre 130 soci fondatori tra cui, appunto, numerose fasce tricolori di una provincia che conta - lo ricorda il suo presidente - 247 comuni e 300 liste civiche.

“Non è un caso che il Patto Civico sia nato qui” rimarca Robaldo, rivendicando “la costruzione di una piattaforma comune nella quale le persone possano riconoscersi anche se hanno diverse sensibilità e diverse appartenenze”. L’occasione è propizia anche per annunciare la volontà di correre per un bis alla guida della Provincia: “Credo ci sia una grande possibilità per il Patto Civico di dare il proprio contribuito nella forma che riterremo più opportuna”. Scontata l’accoglienza dei suoi sostenitori (i civici contano quattro dei dodici consiglieri attuali), meno quella degli altri schieramenti. Se da destra non dovrebbero esserci problemi, a sinistra è tutta da valutare la disponibilità di La nostra Provincia (il listone che unisce Pd e civici di sinistra) a ricomporre la frattura venutasi a determinare in questi mesi.
“Se proprio qualcuno vuole catalogarci rispondiamo che siamo di sinistra, di destra e di centro” proclama Elio Tomatis, padre nobile dei pattisti e presidente del Consiglio comunale di Mondovì. Uno sguardo alla platea dello Spazio Varco, però, dà la misura esatta di quanto si sia spostato sul centrodestra il compasso delle possibili alleanze. Nelle prime file c’è tutto il Gotha politico del centrodestra provinciale e non solo: gli assessori regionali della lista Cirio Marco Gallo e Gianluca Vignale, il deputato di Forza Italia Enrico Costa (grande ispiratore del “primo” patto civico, quello di Mondovì), l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Crosetto. Se già al castello Acaja la sproporzione era evidente, a Cuneo si nota ancora di più. Certo, ci sono i saluti di cortesia di Giulia Marro da Avs e del segretario provinciale del Pd Davide Sannazzaro. Ma la “scelta di campo”, magari indotta dalle altrui indisponibilità più che cercata, è vistosa.

Da Roma giunge anche la benedizione del presidente della Regione Alberto Cirio: “Ci sono partiti che vivono il civismo con fastidio, altri con diffidenza. Credo che entrambi questi sentimenti siano profondamente sbagliati”. Crosetto junior si spinge ancora più in là nel riconoscere che “a differenza di ieri, quando i partiti avevano una capillarità che oggi volenti o nolenti non hanno, non c’è più una presenza in molti piccoli comuni: la realtà civica aiuta a colmare quel vuoto”. Largo ai civici quindi, ribadisce Costa tra gli applausi: “Dal 1994 abbiamo avuto un sistema elettorale fondato sul bipolarismo. Se a livello nazionale funziona questo meccanismo, io penso che a livello locale le persone non si possano annullare in una logica di schieramento”.
“Il rapporto con la politica - aggiunge - dipenderà dalla maturità delle forze politiche: dimostreranno di essere mature se comprenderanno lo spirito del Patto Civico e soprattutto lo rispetteranno, senza tirarlo per la giacchetta”. In ultimo un consiglio, molto rilevante visto che a formularlo è un “politico di partito”: “Forse ci saranno forze politiche che cercheranno di soffocarvi dolcemente in culla: siate consapevoli della vostra forza”. È lo stesso richiamo che un amministratore monregalese di lungo corso come Tomatis fa ai “suoi”: “Dobbiamo essere comunque centrali e non di contorno, perché di elezioni dove i partiti erano affiancati da liste civiche ne abbiamo viste tante: ma i partiti erano la pietanza e le civiche il contorno. Non è la nostra ambizione, così come non è nostra ambizione la politica dei due forni”. Basterà?

Nel frattempo c’è da registrare che se “le buone idee non hanno colore” (è lo slogan ufficiale del Patto Civico), qualche tensione anche “geografica” è possibile. Ad esempio dopo che Beppe Delfino, coordinatore di Centro per Cuneo, sale sul palco per rivendicare la scelta sul biodigestore: “Tre anni fa ci fu una battaglia importante, anche nell’assemblea del Cec, e Cuneo portò con il suo sì la decisione di accettare la scommessa dei fondi per il biodigestore: finalmente tra un mese l’opera entrerà in funzione. Rivendichiamo questo risultato perché si è riusciti a dire un sì”. Tutto bene, non fosse che sul tema non tutti gli amministratori erano concordi. Non lo fu per esempio la giunta di Borgo San Dalmazzo, ben rappresentata in platea dalla vicesindaca Clelia Imberti che il percorso del Patto lo ha seguito fin dall’inizio.
Oggi però non è ancora il giorno delle discussioni, bensì delle sottoscrizioni e delle foto di rito. E del consiglio direttivo, approvato a conclusione dei lavori. Ne fanno parte Osvaldo Bellino, Marco Pirito, Gabriele Madala, Roberto Dadone, Pier Angelo Battaglino, Alessandro Boasso, Alberto Pettavino, Federica Brizio, Pier Giorgio Rubiolo, Federico Dellarossa, Nadia Tecco, Mauro Arnaudo, Gianfranco Dogliani, Marco Dessi, Marco Margaria, Ezio Donadio, Lucia Rosso, Enrico Gallo, Maria Laura Risso, Alberto Rabbia, Guido Bessone, Gabriele Campora, Elio Tomatis, Francesca Botto, Marco Bellocchio, Stefano Arnaldi, Vilma Ghigo e Francesco Hellmann.

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