Sciopero della cultura, Marro (AVS): "Regione sostenga lavoratori dello spettacolo e della cultura"
La consigliera regionale presenta un ordine del giorno per chiedere di monitorare l'impatto di tagli, appalti, affidamenti e condizioni contrattuali sul territorio piemonteseVenerdì 12 giugno è il giorno dello sciopero nazionale della cultura e anche in Piemonte il tema approda sui banchi della politica. Giulia Marro, consigliera regionale di AVS, ha depositato un ordine del giorno in Regione al fine di chiedere sostegno in favore delle lavoratrici e dei lavoratori del mondo della cultura e dello spettacolo.
Nella fattispecie, viene domandato di tenere sotto stretto controllo l'impatto a livello regionale di tagli, appalti, affidamenti e condizioni che permeano questo settore.
“La cultura — dichiara Marro — non è un aspetto ornamentale della nostra esistenza. Parliamo di un pezzo fondamentale della vita democratica, sociale e civile delle nostre comunità. E dietro ogni teatro, museo, biblioteca, festival, archivio, rassegna o spazio culturale ci sono lavoratrici e lavoratori che troppo spesso vivono condizioni di precarietà, discontinuità, bassi salari, esternalizzazioni e scarsa tutela professionale”.
L’ordine del giorno chiede alla Giunta di farsi portavoce presso il Governo delle richieste del comparto, a partire da una riforma organica del lavoro culturale e dello spettacolo, dal rafforzamento dell’indennità di discontinuità, dalla corretta applicazione dei contratti e dal contrasto al lavoro povero. Altresì, viene richiesto un monitoraggio regionale sugli effetti dei tagli e dei finanziamenti nazionali e regionali, con attenzione anche ai territori non metropolitani e alla provincia di Cuneo.
“Il Piemonte e la provincia di Cuneo — prosegue Marro — hanno una rete culturale diffusa, fatta di luoghi, eventi, associazioni, professionisti e presìdi territoriali che tengono vive le comunità. Ma non possiamo celebrare la cultura come motore di sviluppo, turismo e coesione sociale se poi non guardiamo alle condizioni materiali di chi quella cultura la rende possibile ogni giorno”.
Marro richiama anche il dibattito aperto in Toscana sulla cosiddetta prescrizione sociale, cioè l’idea di valorizzare teatro, lettura, attività culturali e partecipazione comunitaria come strumenti di benessere e contrasto a solitudine, depressione e isolamento. Si sta infatti lavorando a linee guida regionali su questo tema e a progetti che coinvolgono sanità, cultura e comunità locali.
“È una suggestione importante anche per noi: dobbiamo recuperare la dimensione salvifica della cultura. In un tempo in cui ci isoliamo, passiamo troppo tempo al telefono e troppo poco a creare spazi dentro di noi per il pensiero e per la coltivazione della nostra umanità, la cultura è anche cura, relazione, comunità. Ma proprio per questo non può reggersi sul lavoro povero e invisibile”.
È un tema che Marro conosce bene avendo fondato nel 2020 il festival culturale Zoe in città e avendo sempre mostrato il suo sostegno alle attività teatrali in carcere e, più in generale, alle attività culturali nei luoghi più fragili, in quanto la cultura può arrivare ad accendere una luce anche dove sembrerebbe più inaspettato.
“Con questo ordine del giorno — conclude Marro — chiediamo alla Regione di andare oltre gli eventi e le vetrine, ma di posizionarsi dalla parte delle persone che lavorano perché la cultura esista, sia accessibile e continui a essere un bene comune”.
CUNEO Ordine del Giorno - spettacolo - marro - sciopero della cultura

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