Vannacci pianta la bandiera a Cuneo: il movimento di Lauria entra in Futuro Nazionale
Con l’europarlamentare ex leghista anche Emanuele Pozzolo. “Ora c’è un polo sovranista” annuncia il consigliere cuneese: pensando (anche) alle comunali 2027Se dopo l’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega, a inizio febbraio, Futuro Nazionale era rimasto un oggetto misterioso in provincia di Cuneo, ora gli adepti del generale escono allo scoperto. A portare in dote i suoi voti personali (6,6% alle ultime elezioni comunali, una percentuale consolidata ormai da vent’anni) è Beppe Lauria, insieme all’organizzazione sul territorio del movimento Indipendenza di Gianni Alemanno.
La formazione entra ufficialmente in Futuro Nazionale, dando vita a un polo sovranista: “Per la prima volta - annuncia Lauria - assistiamo a una riunione delle destre e non a una diaspora. Con sensibilità diverse, sebbene non su tutto, ma obiettivi comuni”. Indipendenza, il movimento che l’ex leader cuneese della destra sociale di Alleanza Nazionale aveva contribuito a fondare, rimarrà come “contenitore culturale”. “È un cammino ancora lungo ma che penso porterà soddisfazioni a tutti, nel vedere finalmente un progetto in cui credere” aggiunge il consigliere comunale.

Le soddisfazioni sono attese anche alle urne, tenuto conto del primo sondaggio post-referendum - quello di Nando Pagnoncelli, pubblicato dal Corriere della Sera - che assegna a Futuro Nazionale un 3,1%. È quanto basta, rebus sic stantibus, per rendere l’ex parà il vero ago della bilancia tra la vittoria e la sconfitta del centrodestra alle prossime politiche. Ma non solo, tenuto conto che a Cuneo si vota, sempre il prossimo anno, anche per il sindaco e il Consiglio comunale: ci sarà una lista di Vannacci? “Lo deciderà il partito” risponde Lauria, tenendo coperte le carte. Nel centrodestra è circolato il nome di Claudio Sacchetto, esponente di Fratelli d’Italia, reduce dalla perdita del seggio in Consiglio regionale dopo le dimissioni da assessore di Elena Chiorino. La verità è che al momento non risultano nemmeno interlocuzioni informali nella coalizione, dove l’abitudine a scegliere il candidato “all’ultimo minuto” è inveterata.
Con il 6-7% di Lauria, magari rimpinguato dall’appeal del generale, bisognerà però fare i conti. “La destra del generale Vannacci - spiega il suo “proconsole” cuneese - esce dalla logica del politicamente corretto entrando in quella del buonsenso, per cui una donna si chiama donna e un uomo si chiama uomo. Unendo la capacità di dire scomode, come il fatto che la Russia non è nostro nemico e che dovremmo smettere di finanziare l’Ucraina essendo noi in ginocchio”. Nella conferenza stampa che ha annunciato la fusione si è parlato di questo e del decreto Bollette, a cui i tre deputati vannacciani hanno votato no, negando la fiducia al governo: uno squillo di tromba diretto a Giorgia Meloni, in vista delle future trattative.
“Il centrodestra può essere un riferimento, ma non è un dato scontato” fa presente anche Lauria, dicendosi pronto a collaborare con il responsabile piemontese di Futuro Nazionale, Emanuele Pozzolo, espulso da Fratelli d’Italia dopo la nota vicenda dello sparo alla festa di capodanno: “Con Pozzolo sono già in contatto da tempi non sospetti, siamo iscritti entrambi a Nessuno tocchi Caino”. A questo proposito, è imminente la liberazione dal carcere di Alemanno, arrestato nel dicembre 2024 per una violazione delle prescrizioni imposte dopo la condanna per traffico di influenze illecite. A Rebibbia l’ex ministro e sindaco di Roma ha tenuto per un anno e mezzo un “diario carcerario” online, denunciando le privazioni subite dai compagni di detenzione: “Sono sicuro - conclude Lauria - che alla scarcerazione di Gianni Alemanno, unico recluso per un reato che non esiste, il partito avrà ancora più forza”.

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