Chiorino si dimette “a metà”, Sacchetto salva il seggio a palazzo Lascaris
La biellese, coinvolta nel caso “Le 5 forchette” con Delmastro, lascia la vicepresidenza ma resta assessore. Il compagno di partito tira un sospiro di sollievoAnche a Cuneo c’è chi tira un sospiro di sollievo dopo l’annuncio del compromesso raggiunto al grattacielo della Regione Piemonte: Elena Chiorino, coinvolta nel caso “Le 5 forchette” insieme al compagno di partito Andrea Delmastro e ad altri esponenti biellesi di Fratelli d’Italia, perde la vicepresidenza (assegnata a Maurizio Marrone, anche lui di FdI) ma tiene le deleghe da assessore.
Una soluzione che salva il seggio di Claudio Sacchetto, il quale in caso contrario avrebbe dovuto lasciare all’assessore dimissionaria il suo scranno in maggioranza a palazzo Lascaris. “Sono una persona rigorosa e per bene: ho commesso una grave leggerezza che non mi perdono ma che ho compiuto in assoluta buona fede. E di questo chiedo scusa ai cittadini” commenta la vicepresidente dimissionaria: “Il mio modo di chiedere scusa è rinunciare e restituire la delega più importante tra quelle che assegna il presidente, ovvero quella di rappresentare l’ente in sua assenza. In riferimento alla richiesta di chiarimenti - aggiunge - ribadisco che sono pronta fin da ora a fornire tutte le spiegazioni relative a questa vicenda di fronte all’aula del Consiglio regionale perché sono una persona trasparente e non ho nulla da nascondere”.
Alberto Cirio esprime apprezzamento per il gesto “perché di fronte a questi fatti era necessario dare un segnale e il segnale è che le istituzioni vanne sempre tutelate e messe in sicurezza. Come ho già avuto modo di dire sette anni di conoscenza e di lavoro insieme mi hanno dimostrato la sua capacità e la sua correttezza su cui non nutro alcun dubbio. Tuttavia - prosegue il presidente - anche se ha posto rimedio non appena compresa la situazione, la leggerezza che ha compiuto è stata grave, perché fatta da chi ha ruoli istituzionali importanti e necessitava di una reazione da parte della Regione. Reazione che, come è mia consuetudine, è stata ragionata ed equilibrata: la mia è la scelta di un presidente che non si gira dall’altra parte perché ha a cuore il bene delle istituzioni”.
Le opposizioni in queste ore avevano chiesto all’unanimità le dimissioni di Chiorino e non si accontentano della soluzione escogitata per salvare capra e cavoli. “Forse non ci siamo capite” tuona la cuneese di Avs Giulia Marro: “Elena Chiorino è protagonista di uno scandalo di dimensioni colossali, lo stesso che ha portato alla dimissioni di Delmastro, e non pensi che basti rimettere una delega per cavarsela: non pretendano di far passare come ‘leggerezza’ il fatto di essere stata socia in affari di una famiglia prestanome della mafia, né di non aver dichiarato quella partecipazione societaria. Rimuoverla da vicepresidente ma continuare a tenerla al governo della Regione è una farsa indegna, una mancanza di rispetto totale nei confronti dei piemontesi e dell'istituzione”. Anche il gruppo del Movimento 5 Stelle fa sentire la sua voce: “Se Cirio e Chiorino pensano di cavarsela dando un ‘contentino’ alle opposizioni, si sbagliano di grosso”.
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