Il programma GOL accompagna 324mila persone in percorsi di inserimento al lavoro
L’iniziativa ha contribuito a rafforzare il sistema regionale delle politiche attive, puntando sulla sinergia tra Centri per l’impiego ed enti accreditatiL’incontro “Abbiamo fatto… GOL - Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte”, svoltosi ieri nella Sala Trasparenza della Regione Piemonte, è stato l’occasione per presentare i risultati di un modello di collaborazione nato nell’ambito del programma nazionale Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL), finanziato dal Pnrr. L’iniziativa ha contribuito a rafforzare il sistema regionale delle politiche attive del lavoro, puntando sulla sinergia tra Centri per l’impiego ed enti accreditati per la formazione e i servizi al lavoro, coordinati dalla Regione Piemonte, che hanno accompagnato oltre 324 mila persone in percorsi di inserimento e reinserimento nel mondo del lavoro.
Che cosa rimane di un programma quando i target sono stati raggiunti? In Piemonte, il programma GOL lascia in eredità molto più dei lusinghieri risultati conseguiti. Lascia una rete di servizi più integrata, un patrimonio di competenze condivise e un modello di collaborazione stabile tra soggetti pubblici e privati, che oggi rappresenta uno dei principali punti di forza del sistema regionale delle politiche attive del lavoro.
È questo il messaggio emerso nel corso dell'incontro di ieri organizzato da Regione Piemonte come occasione di restituzione e valutazione di un percorso che, negli ultimi quattro anni, ha coinvolto istituzioni, operatori e territori nella costruzione di un sistema capace di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone che necessitavano di un rinforzo della loro occupabilità.

Il coordinamento assicurato da Regione Piemonte ha favorito la costruzione e il continuo efficientamento di un sistema nel quale Agenzia Piemonte Lavoro, l’ente strumentale regionale che coordina i Centri per l'impiego, insieme a enti di formazione e agenzie per il lavoro accreditate, hanno operato in modo integrato, valorizzando le rispettive competenze e sviluppando modalità di intervento sempre più coordinate. Un processo che ha richiesto un importante investimento organizzativo e culturale, e che oggi costituisce uno degli esiti più significativi dell'intero programma, andando ben oltre i risultati raggiunti.
Da un lato i numeri confermano l'efficacia di questo modello. Dall'avvio del programma sono state infatti raggiunte 324.647 persone, delle quali 266.184 sono diventate beneficiarie dei percorsi GOL e 79.616 hanno partecipato ad attività formative o tirocini. Il Piemonte ha inoltre superato tutti i target previsti dal Pnrr, registrando oltre 22 mila beneficiari e oltre 22 mila persone formate in più rispetto agli obiettivi assegnati.
Ma dietro questi risultati c’è la capacità della rete di costruire percorsi realmente personalizzati, calibrati sulle caratteristiche e sui bisogni delle persone. Il programma ha coinvolto, infatti, una platea ampia ed eterogenea: donne, che rappresentano oltre la metà dei partecipanti (54,2%), giovani under 30 (28,6%), lavoratori over 55 (21,4%), persone percettrici di misure di sostegno al reddito, e cittadini privi di qualsiasi beneficio economico . Una pluralità di situazioni che ha richiesto approcci differenziati, orientamento specialistico, accompagnamento e opportunità formative costruite su misura.
Anche gli esiti occupazionali confermano la solidità del modello piemontese. Oltre il 56% delle persone prese in carico ha trovato un'occupazione, mentre oltre il 40% ha ottenuto un rapporto di lavoro stabile. Particolarmente significativi risultano i risultati conseguiti dai giovani under 30, che registrano tassi di inserimento (oltre il 60%) superiori alla media regionale, a conferma dell'efficacia dei percorsi di accompagnamento e formazione.

Le testimonianze video proposte durante l'incontro hanno, inoltre, restituito la dimensione più autentica del programma. Accanto agli indicatori quantitativi è emerso infatti il valore quotidiano del lavoro svolto dagli operatori: la capacità di ascoltare, comprendere e accompagnare le persone lungo percorsi spesso complessi di reinserimento lavorativo, costruendo relazioni di fiducia e promuovendo un approccio sempre più centrato sulla persona, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità.
L'incontro si è concluso con uno sguardo rivolto al futuro. Il lascito del programma GOL non risiede soltanto nel raggiungimento degli obiettivi previsti dal Pnrr, ma nella costruzione di un sistema più maturo, che continuerà a rappresentare un patrimonio strategico per le politiche attive del lavoro in Piemonte e una base solida sulla quale sviluppare le future iniziative a sostegno dell'occupazione, della formazione e dell'inclusione.
Un'eredità che è infatti anche il racconto di una capacità amministrativa e organizzativa costruita da Regione Piemonte insieme ai Centri per l'impiego e all'intera rete degli operatori, e che costituisce oggi un modello di collaborazione e innovazione al servizio delle persone e dei territori. Un percorso reso possibile anche da un approccio fondato sulla conoscenza. Per la prima volta è stato possibile seguire puntualmente i percorsi, comprendere ciò che funzionava e intervenire tempestivamente su ciò che richiedeva miglioramenti, grazie a un sistema di monitoraggio integrato: una vera e propria cultura della valutazione, orientata all'apprendimento e al miglioramento continuo.

“Per gli enti di formazione GOL è stato uno stress test, ma soprattutto un acceleratore di innovazione. Ci ha portato a ripensare i servizi, a costruire una rete ancora più forte con il territorio e con le imprese e a raggiungere persone che, fino a pochi anni fa, difficilmente si sarebbero rivolte ai nostri servizi. Solo Enaip Piemonte ha preso in carico dall’inizio del Programma 21.986 persone”.
Secondo Faggioni, l’esperienza di GOL segna anche un cambio di paradigma nelle politiche attive del lavoro. “La formazione e i servizi al lavoro non possono più essere considerati due ambiti separati. I servizi al lavoro rappresentano la porta d’accesso ai percorsi di crescita professionale e la formazione è uno strumento essenziale per accompagnare le persone verso un’occupazione stabile e di qualità”.
Il direttore generale di Enaip Piemonte sottolinea il valore del confronto costruito in questi anni con la Regione Piemonte. “Il dialogo costante ha permesso di adattare progressivamente il modello alle esigenze del territorio: è un patrimonio di relazioni e competenze che oggi non va disperso. La sfida è consolidare quanto realizzato con GOL e trasformarlo in un modello strutturale, capace di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di persone e imprese”.

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