Sempre più persone decidono di andare in vacanza nel Cuneese
Secondo il rapporto della Camera di Commercio, in provincia crescono gli alloggi privati per i soggiorni brevi, a scapito degli alberghiLa provincia di Cuneo sta diventando una meta turistica sempre più frequentata. Nel 2025 gli arrivi – cioè il numero di clienti ospitati negli esercizi ricettivi – hanno superato quota 993mila. Mentre le presenze – cioè il numero di notti trascorse negli esercizi ricettivi – sono cresciute arrivando a sfiorare i 2,3 milioni. Come si legge nel rapporto della Camera di Commercio di Cuneo, pubblicato a fine giugno 2026 e relativo al 2025, non si tratta di un aumento improvviso o inaspettato, ma questi dati si inseriscono in un trend positivo che è in corso ormai da anni.
Un settore che cresce
Il turismo, oggi, non è quello di qualche decennio fa. Negli ultimi anni accanto agli alberghi e ai bed and breakfast, si sono moltiplicate case vacanze, tour operator e servizi pensati per offrire a chi viaggia un’esperienza che gli permetta di conoscere il territorio a 360 gradi.
Nonostante la crescita, però, il peso di questo settore sul totale delle imprese cuneesi si ferma all’8,1%, un dato sotto la media regionale pari al 9,6%. Il fenomeno comunque è probabile che crescerà ancora: nel 2024 le strutture ricettive erano 5.452, che sono diventate 5.982 nel 2025, per un totale di 61.282 posti letto in tutta la provincia. E andando indietro nel tempo si coglie la portata del cambiamento: nel giro di quattro anni le strutture sono passate da poco più di 3mila a quasi 6mila.
L’aumento però non riguarda tutte le strutture ricettive allo stesso modo. A perdere terreno sono proprio gli alberghi, simbolo tradizionale dell’ospitalità: erano 203 nel 2021, poi scesi a 179 nel 2025, con un calo anche dei posti letto passati da 12.869 a 12.593. A guadagnare spazio è un modello diverso, quello degli affitti brevi: gli alloggi per vacanze sono saliti da 340 a 439 unità, ma il vero balzo riguarda gli immobili privati destinati a soggiorni brevi passati da 1.276 a 3.888 strutture, con posti letto più che triplicati, da 5.676 a 17.417. È il segno più evidente di come stia cambiando il modo di fare ospitalità nel Cuneese, con i privati che affiancano sempre più spesso gli operatori tradizionali.
Anche il comparto extra-alberghiero nel suo complesso, che include campeggi, ostelli, rifugi e alloggi agrituristici, segue questa direzione, salendo da 28mila a oltre 31mila posti letto. A beneficiare di più di questa crescita sono, come prevedibile, i territori già radicati nell’immaginario turistico cuneese, primi tra tutti le Langhe e i paesi di montagna. Alba guida la classifica con 488 strutture e 3.760 posti letto, seguita da Limone Piemonte (329 strutture, 2.731 letti), dalla città di Cuneo (313 strutture, 2.242 letti) e da Frabosa Sottana (289 strutture, 3.207 letti).
Da dove arrivano i turisti
Ma chi sono i turisti che scelgono il Cuneese? La risposta, in larghissima parte, arriva da un solo continente: l’Europa, da cui proviene il 93,6% dei visitatori. Tra questi, quasi sei su dieci sono italiani, seguiti dai francesi, svizzeri e tedeschi, con gli olandesi più distanziati.
Fuori dal continente europeo le presenze si fanno più rare: l’America pesa per il 4,1%, l’Asia per l’1,3% mentre Africa e Oceania restano marginali, rispettivamente allo 0,3% e allo 0,5%.
E quanto si fermano
Non tutti i turisti si fermano a conoscere il cuneese per lo stesso tempo. In media, un soggiorno dura 2,12 giorni, ma alcune nazionalità smentiscono questa media. Gli egiziani, ad esempio, si trattengono in media 5 giorni, seguiti dai turisti lettoni, che restano poco più di 4 giorni, quasi il doppio della media generale.
Cambia anche il ritmo con cui questi flussi si distribuiscono nel corso dell’anno. Nonostante gli sforzi per destagionalizzare il turismo e spalmare le presenze sui dodici mesi, l’estate resta di gran lunga la stagione con più visite, seguita da autunno e primavera.
Nel 2025, il mese con più arrivi è stato agosto con 131.149 ingressi registrati. Confrontando il 2019 con il 2025, gli arrivi risultano cresciuti in ogni periodo dell’anno, con punte più alte a gennaio (+28%) e a novembre (+29), segno che anche altre stagioni iniziano ad attrarre visitatori, desiderosi di vedere i paesaggi autunnali delle Langhe o di sciare sulla prima neve della stagione. Proprio a settembre gli arrivi sono passati da 60.791 nel 2019 a 76.231 nel 2025. Anche le presenze confermano questa tendenza, con novembre che segna il rialzo più marcato (+26%): nel complesso, si è passati da 1.934.145 presenze nel 2019 a 2.326.624 nel 2025.
CUNEO turismo

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