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SOMMARIVA DEL BOSCO - Saturday 31 January 2026, 16:17

Round Robin, l'associazione che ha reso la vela uno sport accessibile a tutti

Tre anni fa a Sommariva del Bosco cinque amici hanno dato vita ad una realtà diventata un modello, partendo da un'idea semplice: rimettere in circolo le risorse inutilizzate
Round Robin, l'associazione che ha reso la vela uno sport accessibile a tutti

Tutto è nato una sera di settembre del 2022. Una panchina, cinque amici appassionati di mare e un'idea. Così Marco Esposito (presidente), Giovanni Patruno, Piergianni Sgura, Marco Stefanizzi e Giulia Olivero hanno dato vita a Sommariva del Bosco a Round Robin, realtà che in tre anni ha dimostrato che la vela può uscire dai circoli elitari e diventare accessibile a tutti, mantenendo intattala sua autenticità. 

Immaginate migliaia di barche che restano ferme nei porti per gran parte dell'anno. Dall'altra parte, migliaia di persone che vorrebbero imparare a navigare ma sono bloccate da costi proibitivi e barriere culturali. Round Robin ha risolto questo paradosso con un'intuizione
 semplice ma rivoluzionaria: rimettere in circolo le risorse inutilizzate attraverso un modello cooperativo che trasforma la vela da sport elitario a esperienza democratica. In soli tre anni, partendo da una panchina e senza un euro di sponsor, cinque amici del Roero hanno creato una realtà che oggi conta oltre 13.000 follower su Instagram e 5300 su Facebook, barche di proprietà, centinaia di persone formate e un modello così solido che diversi armatori e istruttori da altre regioni italiane li hanno contattati per provare a replicarlo. Non è la storia diuna scuola vela in più. È la storia di come la "matematica sociale" applicata alla nautica stia cambiando le regole del gioco.

Quando un armatore mette a disposizione la barca, un istruttore le competenze e i soci il tempo, succede qualcosa che nessuno potrebbe fare da solo: tutti accedono a esperienze altrimenti impossibili. Non è beneficenza, non è commercio tradizionale. È un circolo virtuoso dove ognuno mette le proprie risorse a disposizione del gruppo e tutti ne escono arricchiti. Round Robin ha dimostrato che sì, anche la vela può essere per tutti. 

La filosofia del cerchio. Il nome non è casuale. Nella tradizione marinara della Royal Navy, il Round Robin era il modo in cui i marinai firmavano in cerchio le lettere di protesta: nessun primo firmatario da punire, nessuna gerarchia, solo protezione collettiva. Oggi Round Robin applica lo stesso principio alla vela moderna. Ma c'è anche l'assonanza con Robin Hood: non rubare ai ricchi per dare ai poveri, ma far circolare risorse che altrimenti resterebbero ferme, rendendole accessibili a chi non ha mezzi. La bandiera dell'associazione? Il Fiocco Rosso di Dragon Ball, citazione ironica e dichiarata: la forza non è nell'élite, ma nel numero. Persone normalissime che unite possono fare molto. 

No profit che funziona. Round Robin non è un'impresa mascherata da associazione. Le attività hanno un costo (10 euro all'anno la quota associativa), ma non hanno scopo di lucro. Gli istruttori vengono retribuiti in modo proporzionato, gli armatori ricevono supporto concreto per mantenere vive le loro barche, i soci accedono alla vela a costi sostenibili. Tutto ciò che entra rientra nell'associazione per crescere. È un modello economico sostenibile che dimostra come il no-profit possa essere efficiente senza essere assistenzialismo.

Vela "old style" - imparare per davvero. Sul cabinato dell'associazione, il "Donald Duck", le mani di terzaroli sono ancora tradizionali, con i matafioni. Non è nostalgia: è didattica consapevole. Niente scorciatoie tecnologiche durante la formazione: nodi autentici, lettura del meteo a occhio, sensibilità alla barra, interpretazione del mare senza GPS. L'elettronica viene usata solo quando è essa stessa oggetto didattico. Il principio è chiaro: se impari così, impari per davvero. La vela e il mare devono affinare i sensi, non allontanarli dagli elementi. Comunità, non clientela.

Comunità, non clientela. Partecipare a Round Robin è molto più che frequentare un circolo velico. Significa diventare parte attiva di un gruppo con cui si condivide un sistema di valori e una visione del mondo ancora prima che della navigazione. Il principio è che il gruppo è più della somma delle singole parti: ognuno mettendo a disposizione le proprie risorse consente a tutti, quindi anche a se stesso, di fare cose che da solo non avrebbe potuto fare. Non si paga un corso e ci si allontana: si entra in un circolo virtuoso dove tutti ne escono arricchiti.

Esperienze essenziali. Il campeggio nautico alla Maddalena rappresenta bene lo spirito dell'associazione: barche piccolissime, navigazione essenziale, si cucina e si dorme in spiaggia su isole quasi deserte. Un ritorno all'essenza della vela, lontano dal comfort e vicino al mare. Le crociere didattiche in flottiglia, in Italia e all'estero, non sono pacchetti turistici ma occasioni di apprendiment continuo in contesti autentici.

Cultura marinaresca a 360 gradi. Round Robin A.S.D. non si limita a insegnare a governare una barca. Diffonde cultura attraverso un canale YouTube con documentari e contenuti educativi, un blog con approfondimenti su tecnica e storia, ma soprattutto il format "Banchina Round Robin" (incontri online con navigatori oceanici, autori e professionisti), dove gli appassionati possono conoscere direttamente e fare domande ai professionisti della vela. 

Impatto sociale misurabile. "Deviazione MagnEtica", progetto vincitore del bando nazionale "Sportivi per Natura" 2025 della Compagnia di San Paolo, unisce vela e trekking per offrire tempo di qualità a ragazzi e adulti meno fortunati, in collaborazione con la cooperativa sociale La Carabattola. Non sono parole: sono progetti finanziati che cambiano vite concrete.

Un modello che sta facendo scuola. Dopo tre anni di attività, diversi armatori e istruttori da altre regioni italiane hanno contattato Round Robin per provare a replicare il modello nei propri territori. L'associazione sta lavorando a un progetto di espansione nazionale basato su "basi" coordinate: ogni base composta da almeno una barca e un istruttore, tutte coordinate da Round Robin per mantenere coerenza di valori e approccio.

L'assonanza con Robin Hood. Non si tratta di rubare ai ricchi per dare ai poveri, ma di un principio più sottile e moderno: far circolare risorse che altrimenti resterebbero inutilizzate, rendendole accessibili a chi non ha i mezzi per acquistarle. Come dice il presidente Marco Esposito: "Abbiamo molto più in comune con Robin Hood che con il Principe Giovanni". L'idea è redistribuire l'accesso, non la proprietà. Le migliaia di barche che restano ferme nei porti per la maggior parte dell'anno possono diventare strumenti di formazione e crescita per tutti, non privilegi per pochi.

Il Fiocco Rosso di Dragon Ball. La bandiera di Round Robin è una citazione dichiarata e ironica del Fiocco Rosso, l'esercito dei "cattivi" nell'anime Dragon Ball. Ma qui il simbolo viene ribaltato nel suo significato: non rappresenta un'organizzazione gerarchica e militaresca, bensì un messaggio preciso e democratico. La forza non sta nell'élite, nei pochi potenti o nei ricchi, ma nel numero: persone normalissime che, se unite e organizzate in cerchio (senza gerarchie), possono fare molto. È un simbolo pop, immediato e autoironico che comunica l'approccio non elitario dell'associazione: Round Robin non si prende troppo sul serio, ma fa le cose con grande rigore.

I numeri che  parlano. In poco più di tre anni, partendo da zero e senza sponsor:
- Oltre 13.000 follower su Instagram e 5.000 su Facebook
- Centinaia di persone formate: dai primi bordi alla formazione di nuovi istruttori
- Barche di proprietà e derive da regata tra Loano e Vado Ligure
- Vittoria del bando nazionale "Sportivi per Natura" 2025 della Compagnia di San Paolo
- Progetti sociali in collaborazione con cooperative
- Affiliazione CONI tramite PGS – Polisportive Giovanili Salesiane
- Partecipazione annuale al Campionato Invernale Marina di Loano e alle principali regate in Liguria
- Partner tecnici che hanno creduto nel progetto
- Richieste di replica del modello da armatori e istruttori in diverse regioni italiane

Le attività. Round Robin offre un percorso formativo completo dalla giornata introduttiva "Vele spiegate" per chi è semplicemente curioso, fino ai corsi avanzati per istruttori, passando per regate, crociere didattiche in Italia e all'estero, e il celebre campeggio nautico alla Maddalena. Ma quello che distingue Round Robin è l'approccio: non si tratta solo di insegnare a governare una barca, ma di preservare e trasmettere un patrimonio di valori, competenze e saperi marinareschi che rischia di andare perduto.

I progetti in sviluppo. Espansione nazionale a "basi" coordinate L'obiettivo è creare una rete di "basi" Round Robin in diverse regioni italiane, ognuna formata da almeno una barca e un istruttore, tutte coordinate dall'associazione madre per mantenere coerenza di valori e approccio didattico. Un modello di espansione che preserva lo spirito originale mentre permette una crescita organica sul territorio nazionale.

Progetto "Condivisione barche". L'associazione sta lavorando alla costruzione di una rete di imbarcazioni messe a disposizione da soci armatori. L'obiettivo è permettere a chi ha la giusta formazione di poter navigare svincolandosi dalla logica del charter o della nautica di consumo, dando allo stesso tempo sostegno concreto agli armatori che mettono a disposizione l'imbarcazione. Un "patentino" interno Round Robin garantirà agli armatori un livello verificabile di preparazione dei navigatori. Tutto rimanendo in una logica associativa, non commerciale.

Le dichiarazioni. Marco Esposito, presidente: "Quella sera il pub era chiuso, ci siamo seduti su una panchina. È diventata la sede della prima riunione di Round Robin. Fare di necessità virtù è diventato il nostro stile di vita. La vela in Italia è spesso vissuta come un ambiente chiuso dove l'accesso passa per il ceto sociale, per le conoscenze giuste. Round Robin nasce ribaltare quel meccanismo. In Italia migliaia di barche restano ferme nei porti mentre c'è una domanda enorme di apprendimento. Noi vogliamo mettere in circolo ciò che i singoli, da soli, non riescono a valorizzare. Come i marinai che firmavano in cerchio per difendersi, anche noi unendo le nostre risorse
possiamo creare opportunità per tutti. Più di una volta abbiamo dimostrato a noi stessi che tutto si può fare".

Per informazioni visitare il sito internet www.roundrobinvela.com, le pagine social (Instagram: @round.robin.vela, Facebook: Round Robin-Vela), Youtube: https://www.youtube.com/@DEMOCRATIZZALAVELA.

c.s.
luogo SOMMARIVA DEL BOSCO
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Tag:
sport - Vela - round robin
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