All’Étape Piemonte del Tour de France di Entracque un incontro sul ciclo-turismo piemontese
Protagonisti del talk su sicurezza e futuro, la ciclista di endurance Paola Gianotti e l’ex corridore Fabio FellineIn occasione della prima Étape Piemonte by Tour de France di quest'anno, che si è tenuta stamattina a Entracque, sul palco del villaggio allestito per l’occasione nel cuore del comune della Valle Gesso si è tenuto il talk “Piemonte Bike Experience: emozioni tra due ruote”, un vero e proprio “giro del Piemonte in bicicletta” per sensibilizzare sui temi più cari ai ciclisti e porre sotto la lente d’ingrandimento la completezza dell’offerta ciclo-turistica della nostra regione.
Protagonisti dell’incontro sono stati Paola Gianotti, ciclista di endurance e motivational coach che appartiene ai Guinnes dei Primati per aver attraversato il globo in bici nel minor tempo possibile (144 giorni) e Fabio Felline, ex ciclista professionista originario di Torino con all’attivo sette partecipazioni al Giro d’Italia, quattro al Tour de France e cinque alla Vuelta de España. A moderare l’incontro il giornalista del Corriere della Sera Manlio Gasparotto.
Primo tema importante toccato dall’incontro è stato quello della sicurezza dei ciclisti sulle nostre strade, dato che l’Italia è uno dei fanalini di coda a livello europeo con un morto ogni 35 ore. Sul tema da circa 12 anni la Gianotti si impegna attivamente con la sua associazione “Il rispetto al ciclista”, che per prima ha proposto ai partiti dei vari governi l’istituzione del “metro e mezzo” di distanza di sorpasso dai ciclista all’interno del Codice della Strada, approvato nel novembre 2024 ma solo per certe condizioni e soprattutto con pene non certe per i trasgressori. Proprio per ovviare all’assenza della norma prima e alla sua parzialità oggi, l’associazione della ciclista di Ivrea ha inviato negli anni una PEC a tutti i comuni d’Italia invitandoli a sensibilizzare la questione attraverso dei cartelli speciali, molto presenti sulle nostre strade: “È stata una piccola goccia ma che ha smosso qualcosa. Speriamo si vada avanti in questa direzione sempre di più”.
Sul tema si impegna anche Felline, che da anni porta avanti percorsi di educazione stradale a difesa dei ciclisti nel Motovelodromo di Torino. Felline ha poi ribadito come servano pene certe per chi commette reati stradali a danno dei ciclisti e soprattutto come la norma attualmente in atto sia troppo complicata e “interpretabile” rispetto a quelle più stringenti ed efficaci degli altri paesi europei. Alle radici delle tragedie stradali con vittime i ciclisti, secondo entrambi gli ospiti, c’è una questione culturale di fondo: “I ciclisti, quando sono vestiti da bici, danno fastidio a molte persone in auto, perché danno l’impressione che perdano tempo o si divertano e questo provoca spesso una frustrazione che sfocia in odio vero, come si può evincere semplicemente leggendo i commenti social di molti leoni da tastiera dopo notizie di questo tipo”, ha commentato Felline. Dello stesso avviso anche Gianotti, che trova il livello di educazione e rispetto degli automobilisti italiani decisamente più basso rispetto ai loro omologhi d’Oltralpe.
La seconda parte dell’incontro ha invece visto protagonista l’aspetto più romantico del ciclo-turismo, con i due protagonisti che hanno citato le loro salite del cuore tra cui il Colle del Nivolet (nel Parco Naturale del Gran Paradiso), il Colle delle Finestre in Val di Susa e la Salita di Malciaussia nelle Valli di Lanzo. Protagonista anche il cibo, altra eccellenza del Piemonte che ha giocoforza un impatto sulle vite degli sportivi.
Infine si è scesi nei dettagli più tecnici del ciclismo, con i due protagonisti che hanno sottolineato come i gravel bike, una sorta di via di mezzo tra le biciclette da strada e le mountain bike, abbiano aumentato enormemente il numero di cicloturisti sulle tratte piemontesi e cuneesi in particolare, rendendo possibili anche ai ciclisti della domenica tratte fino a qualche anno fa esclusivamente appannaggio dei professionisti nei loro allenamenti.
Ma la scoperta di nuove salite e percorsi non si ferma e cresce di anno in anno anche grazie al Giro, come ha sottolineato Gianotti citando il Pian del Lupo di Ceresole Reale, scoperto dalla corsa rosa e oggi molto battuto dagli appassionati. Un patrimonio che rende i percorsi montani a due ruote del Piemonte secondo solo a quelli dolomitici del Trentino-Alto Adige e del Veneto. In ultima una riflessione sulle buone pratiche, in termini di salute e sicurezza, da imparare e non dimenticare mai quando si sale in sella: “Andare in bici non è un qualcosa che si impara il giorno che si tolgono le rotelle, ma un lavoro di scoperta che si deve portare avanti nel corso degli anni” ha concluso Felline. Tutte regole che, secondo Gianotti, andrebbero spiegate nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle scuole guida, alla stregua di quanto fanno molti Paesi europei. La speranza è che le cose, in questo senso, migliorino in futuro, in modo da rendere l’immenso patrimonio ciclistico piemontese, esaltato oggi, ancora più sicuro.
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