Dalla valle Pesio all'oro olimpico nel biathlon: Lisa Vittozzi scrive la storia a Milano-Cortina 2026
A maggio il passaggio a Chiusa di Pesio dopo l'infortunio, oggi il trionfo che consacra la campionessa azzurraUna giornata destinata a restare negli annali dello sport italiano ha incoronato Lisa Vittozzi nuova regina olimpica del biathlon. Ai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 è arrivata una medaglia d’oro nell’inseguimento 10 km, il primo successo azzurro a cinque cerchi nella disciplina, al termine di una prova che ha unito solidità, freddezza e straordinaria gestione della pressione.
Il trionfo si è concretizzato nella gara disputata alla Südtirol Arena di Anterselva, tempio internazionale della disciplina che abbina sci di fondo e carabina. Davanti a un pubblico entusiasta, Vittozzi ha costruito l’inseguimento con intelligenza tattica, mantenendo ritmi elevati sugli sci e dimostrando grande precisione al poligono. Una prestazione completa, maturata giro dopo giro, fino all’ingresso nello stadio finale che ha sancito la storica vittoria.
Quella medaglia rappresenta il punto più alto di un percorso tutt’altro che lineare. Solo pochi mesi fa la biatleta stava completando il recupero da un infortunio alla schiena che ne aveva rallentato la preparazione. A inizio maggio era stata ospite a Chiusa di Pesio, nel cuore della valle Pesio, dove aveva raccontato la fase di rientro e la volontà di tornare protagonista ai massimi livelli. In quell’occasione aveva lasciato intendere che una condizione fisica pienamente ritrovata le avrebbe permesso di competere per obiettivi ambiziosi.
Il tempo ha dato ragione a quella fiducia. Il lavoro svolto nei mesi successivi, tra allenamenti mirati e progressivo recupero della forma, ha riportato la sappadina al centro della scena internazionale, fino all’apoteosi olimpica. L’oro nell’inseguimento non è soltanto un successo personale, ma un risultato che rafforza l’intero movimento azzurro del biathlon, aprendo una pagina nuova nella storia della disciplina in Italia.
Per la valle Pesio e per la provincia di Cuneo resta anche un legame simbolico con questa impresa. Aver incrociato il cammino della campionessa in un momento delicato della sua stagione conferisce al territorio un motivo di orgoglio ulteriore, come se quelle montagne avessero accompagnato, almeno idealmente, la sua rincorsa verso il gradino più alto del podio.
L’oro olimpico nell’inseguimento 10 km suggella così una carriera già ricca di successi, ma soprattutto certifica la capacità di rialzarsi dopo le difficoltà e trasformare un periodo complicato in una spinta decisiva verso il traguardo più prestigioso. Una storia di determinazione e riscatto che da Chiusa di Pesio arriva fino al cuore dei Giochi invernali.
CHIUSA DI PESIO 
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