Il Mondiale visto dall'argentino Lucas Biasotti: "Emozione e ansia: per noi il calcio è vita o morte"
Il preparatore atletico del Cuneo racconta come sta vivendo la cavalcata dell'Albiceleste: "Con la Spagna sarà dura, ma noi abbiamo qualcosa di diverso rispetto alle altre squadre. Messi? Irreale"Essere argentini in questi giorni significa vivere grandi emozioni. Il modo in cui l’albiceleste ha raggiunto la finale del Mondiale americano non può sicuramente lasciare indifferenti, tra partite ribaltate quando tutto ormai sembra perduto, lacrime di commozione che puntualmente scorrono al termine di ogni gara sui visi dei giocatori e del tecnico e la “last dane” di Leo Messi, che a 39 anni non smette di stupire, dimostrando di essere ancora il più forte di tutti.
Tra i tanti argentini che dopo l’incredibile vittoria in semifinale con l’Inghilterra si sono ritrovati in piazza Galimberi, a Cuneo, per festeggiare, c’era anche Lucas Biasotti, preparatore atletico del Cuneo (tornato quest'anno dopo la parentesi alla Monregale) e figura conosciuta nel mondo del calcio dilettantistico locale. A lui abbiamo chiesto di raccontarci quello che sta provando: “Tanta emozione e tanta ansia (ride, ndr). Noi siamo così, viviamo il calcio come se fosse questione di vita o di morte, è un aspetto della nostra cultura. Il calcio per noi è la cosa più importante, capace di fare felice tante persone e di unire un intero Paese. Questa squadra, poi, ha qualcosa di diverso, di speciale: per come li vedo, sembra che sia necessario ucciderli per batterli. Altre Nazionali come Inghilterra, Francia e Spagna hanno forse qualcosa in più a livello di qualità dei giocatori, hanno più top player, ma l’Argentina nei momenti di difficoltà tira fuori tutto quello che ha, e anche di più”.
E poi c’è Messi: “Eh sì, quel ragazzino di 39 anni. L’avete visto? È devastante. Credo che sia un esempio per tutti per l’umiltà che dimostra e i sacrifici che ha fatto, anche considerando quello che ha vissuto da piccolo. Si porta sulle spalle un’intera nazione, con tutta la pressione che gli hanno sempre messo addosso. E cosa fa al 92’ della semifinale dei Mondiali, a 39 anni? Salta un avversario e di destro fa quell’assist lì, facendo vincere la squadra. È assurdo, irreale”.
Finita la partita, Lucas è corso in piazza per festeggiare con tanti altri argentini: “Quattro anni fa ero qui da solo a vivere il Mondiale, adesso ci sono la mia fidanzata e mia mamma: ho guardato con loro il match con l’Inghilterra, poi la festa in piazza Galimberti è stata bellissima, eravamo davvero in tanti e c’erano pure diversi italiani. La finale? Sarà ancora difficilissimo, la Spagna è una squadra molto forte, forse anche più di noi, come dicevo. Ma noi abbiamo qualcosa di diverso: daremo tutto e anche di più”.
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