È morto Giuseppe Anfossi, 92 anni di sport e grande determinazione
Da Chiusa di Pesio al titolo mondiale di mountain bike orienteering: una vita vissuta tra fatica, famiglia e passioneCi sono persone che non attraversano il tempo: lo sfidano. Giuseppe Anfossi è stato una di queste. Se n’è andato a 92 anni, nella notte tra sabato 7 e domenica 8 febbraio, dopo una crisi respiratoria, ma lascia dietro di sé una traccia fatta di chilometri, mappe spiegazzate, neve, fango, biciclette, idee geniali e una lezione semplice e potentissima: non smettere mai di muoversi, nella testa e nel cuore.
Originario di Chiusa di Pesio, Anfossi è stato molto più di un atleta longevo. È stato un uomo che ha costruito da sé il proprio percorso, senza scorciatoie, guidato da un credo che amava ripetere: nessuno ti regala niente. E lui, in effetti, si è guadagnato tutto. A partire dallo sport, iniziato giovanissimo nel ciclismo alla fine degli anni Quaranta, e poi esploso in una vita intera di discipline, sfide e reinvenzioni.
Il suo nome è tornato alla ribalta internazionale nel 2023, quando in Slovenia ha conquistato il titolo mondiale Master di mountain bike orienteering. In tale occasione, era il concorrente più anziano in gara; per ore aveva pedalato sotto la pioggia, nel fango, affidandosi solo a una cartina e alla lucidità di chi conosce il valore dell’attenzione e della fatica. Quell’oro non fu solo una vittoria sportiva, ma un manifesto vivente contro l’idea che l’età imponga dei limiti.
Accanto a lui, in quell’impresa come in tutta la vita, c’era la moglie Nazzarena, compagna inseparabile di viaggi, gare e silenzi. La famiglia è sempre stata il suo primo approdo: la figlia Vera, insegnante, le nipoti Monica e Milena, il pronipote Pietro Giuseppe, che adorava. Lo sport veniva subito dopo, ma con la stessa intensità affettiva.
La sua curiosità non conosceva confini. Negli anni Cinquanta, durante un soggiorno in Perù, arrivato via nave con i genitori, progettò e costruì un prototipo capace di raggiungere velocità eccezionali: un’intuizione che portò il pilota Rudy Dvorzak a stabilire il record mondiale nel chilometro lanciato. Un episodio che racconta bene chi fosse Anfossi: un uomo capace di unire ingegno e coraggio, tecnica e passione.
Sci di fondo, canoa slalom, sleddog, motociclismo, orienteering: ogni disciplina era per lui un modo diverso di misurarsi, di restare vigile, di allenare corpo e mente. Ed è proprio nell’orienteering e nella mountain bike orienteering che ha raccolto, anche in età avanzata, titoli italiani e successi internazionali, spesso davanti ad avversari molto più giovani.
Quel titolo mondiale gli regalò anche un’altra emozione inattesa: l’invito negli studi Rai, a “I Fatti Vostri”, dove raccontò a Salvo Sottile la sua storia con la semplicità di chi non sente il bisogno di stupire. Incontrò giovani atleti, parlò loro di impegno, costanza, voglia. Non come un maestro, ma come un esempio concreto.
Chiusa Pesio oggi si ritrova a piangere un uomo amatissimo, un simbolo di energia silenziosa e tenacia quotidiana. La veglia di preghiera sarà recitata lunedì 9 febbraio alle ore 20 nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino. I funerali si terranno martedì 10 febbraio alle ore 10, nella stessa chiesa, con partenza dall’abitazione di Cuneo. Giuseppe Anfossi riposerà nel cimitero del paese che lo ha visto partire e tornare, sempre, con nuovi orizzonti negli occhi.
Forse è proprio questo il suo lascito più grande: aver dimostrato che la meta conta, sì, ma conta ancora di più non smettere mai di cercarla.
CHIUSA DI PESIO chiusa di pesio - mountain bike orienteering - Giuseppe Anfossi - Rudy Dvorzak

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