Volley, A1/F: Cuneo esonera Salvagni: un terremoto inevitabile?
La società ha optato per il quinto cambio in panchina negli ultimi tre anni, nella speranza di conquistare la salvezza. Ma sarà questa la strada giusta?La Honda Cuneo Granda Volley ha annunciato lunedì l’interruzione del rapporto professionale con il tecnico François Salvagni. Una decisione un po’ a sorpresa, nonostante arrivi dopo un mese di gennaio da zero set conquistati sul campo dalle Gatte. Il coach bolognese ha pagato certamente un crollo di risultati e soprattutto di prestazioni, semplicemente inspiegabile rispetto ai primi mesi della stagione. L’apice dei 12 punti conquistati in ottobre erano valsi a Salvagni il premio di miglior coach della massima serie di quel mese, al roster biancorosso minori pressioni e ai tifosi una nuova prospettiva di entusiasmo dopo anni avarissimi di soddisfazioni. Sembra passata una vita da allora e non solo pochi mesi. E nel volley, come in ogni altro sport, vale sempre e comunque il concetto che “l’allenatore è il primo responsabile” e dunque il primo che deve pagare quando i venti soffiano in direzione contraria. Come sfortunatamente sta accadendo a Signorile e compagne da un mese a questa parte.
Il caso in questione, però, merita un “ma” bello grosso. La domanda delle domande è: quanto questo lampante calo di intensità nelle prestazioni è da addebitare solo a una gestione tecnico-tattica discutibile e quanto, invece, ad altri fattori? Si sono già commentate a lungo le due principali “attenuanti” del tecnico bolognese (anche se, va detto, Salvagni non ha mai cercato alibi in nessun momento della stagione): gli infortuni e il calendario. I primi hanno riguardato soprattutto il reparto schiacciatrici, tra lo stop più grave di Margarita Martinez e gli acciacchi ricorrenti di Pritchard, Rivero e Marring che hanno costretto Cuneo a giocare per tante partite senza veri cambi in attacco a disposizione. Il calendario, invece, è stato quanto mai fitto. Cuneo, specialmente all’inizio, è stata costretta a giocare più volte ogni tre giorni non essendo attrezzata per farlo. Nonostante questo dispendio fisico, non va dimenticato, negli scontri diretti ha deluso poche volte prima dell’ultimo mese terribile.
Tutto questo percorso ha portato alla situazione di oggi: Cuneo a +3 dalla penultima posizione che vuol dire retrocessione (occupata ora da Pinerolo, battuta ieri 3-0 in casa da San Giovanni in Marignano) a quattro partite dal termine, con un calendario tutt’altro che incoraggiante. Due derby impossibili fuori, a Chieri e Novara, e due sfide a domicilio contro Bergamo e Vallefoglia, in cui le Gatte dovranno necessariamente dare il tutto per tutto. In questa situazione, al netto di ciò che succede negli spogliatoi e negli uffici delle dirigenze, viene da chiedersi se un esonero sia la strada più saggia da intraprendere per una società sportiva. Non sarebbe stato meglio, forse, cercare di compattare l’ambiente e chiedere a un gruppo che ha già dimostrato di poter essere fortemente “squadra” di ritrovare quella grinta? Non sarebbe stato più onesto con i tifosi cercare di dare continuità a un progetto, dopo tre anni con cinque allenatori diversi (e una retrocessione evitata d’ufficio)? Non sarebbe stato meno psicologicamente impattante sulle giocatrici provare a resettare e ricominciare?
Ai posteri, neanche troppo lontani, l’ardua sentenza. Ora tutto è in mano alle giocatrici, che dovranno tornare ad essere quelle di due mesi fa, per conquistare sul campo qualcosa che forse avevano dato troppo presto per acquisito. E quindi arrivederci François e in bocca al lupo Gatte. Sperando che il prossimo futuro, a partire dal mese di febbraio, sia migliore del passato prossimo.
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