Da agosto gli Alpini del 2° Reggimento di Cuneo hanno distributo 80 tonnellate di aiuti umanitari in Libano
Nei giorni scorsi conclusi anche i lavori di recupero di un'area del sito archeologico di Qana, cui hanno lavorato le Penne nere della Taurinense"Il 2025 degli Alpini in Libano si è chiuso con la realizzazione di un progetto di tutela del patrimonio culturale che ha visto il contingente di caschi blu della Brigata Alpina Taurinense rendere più sicura e restaurare un'area del sito archeologico di Qana, nel sud del Paese, luogo di importanza sia per la comunità cristiana libanese che per la comunità sciita, prevalente nell'area".
È quanto si legge in un comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi. Al termine degli interventi di recupero e manutenzione dei percorsi pedonali interni al sito, oltre al consolidamento di alcune zone di particolare rilevanza storica e simbolica, si è tenuta la cerimonia di chiusura dei lavori: erano presenti il generale Davide Colussi - comandante della Taurinense e del Settore ovest di Unifil, la missione Onu in Libano - le autorità locali e, in videocollegamento, il presidente dell'Associazione nazionale alpini, Sebastiano Favero, che ha testimoniato l'impegno delle penne nere in congedo per il recupero del sito iniziato nel 2016.
Il progetto a tutela del patrimonio culturale libanese rientra nel più ampio quadro delle attività di cooperazione civile-militare condotte dal contingente italiano di Unifil e coordinate dal Comando operativo di vertice interforze della Difesa, che hanno visto la Brigata "Taurinense" e il 2° Reggimento Alpini di Cuneo distribuire alle comunità del sud del Libano, a partire dallo scorso mese di agosto, circa 80 tonnellate di aiuti umanitari tra medicinali, indumenti, beni di prima necessità e materiali sanitari, raccolti in Italia grazie alla sinergia con l'Associazione Nazionale Alpini, enti e donatori privati.
CUNEO Alpini

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