In oltre 600 al convegno “La nuova era degli incentivi: il conto termico 3.0”
L’auditorium di Banca di Cherasco ha ospitato addetti al lavoro e imprese per parlare del nuovo incentivo statale per investimenti di efficientamento energeticoOltre 450 professionisti collegati online (geometri, architetti, periti, anche da fuori Piemonte) e 180 “in presenza” nell’auditorium di Banca di Cherasco, ieri pomeriggio, martedì 20 gennaio, hanno seguito il convegno dal titolo “La nuova era degli incentivi: il conto termico 3.0”. Un incontro promosso dall’Istituto di Credito Cooperativo per approfondire, con una platea composta soprattutto da addetti ai lavori e imprese, tutte le novità e le criticità del nuovo incentivo statale per investimenti di efficientamento energetico, a pochi giorni dalla sua entrata in funzione.
I relatori hanno ricordato, a più riprese, come la transizione “green” sia ormai irrinunciabile e come il fattore tempo (per accedere agli incentivi, per decidere gli investimenti) sia centrale. Dopo i saluti istituzionali di Giovanni Claudio Olivero, presidente della Banca di Cherasco (“Una banca di territorio deve essere un collegamento attivo tra politiche pubbliche e iniziativa privata, non solo concedendo credito, ma accompagnando i progetti più innovativi”) e dell’europarlamentare cuneese Giovanni Crosetto (intervenuto da Strasburgo, ha illustrato le strategie dell’Unione su clima, energia, case, mobilità), ci sono stati una serie di interventi, dal tecnico al pratico, analizzando normative e prospettive, risultati e burocrazia, per capire a fondo le novità dell’incentivo: dall’esclusione totale delle fonti fossili all’allargamento dei contributi a fondo perduto anche a condomini e pubbliche amministrazioni.
In platea c’erano anche i rappresentanti di alcune organizzazioni datoriali, tra cui Confindustria Cuneo, di Collegi e Ordini professionali, oltre ad alcuni sindaci: ad esempio per i Comuni sotto i 15 mila abitanti, ovvero la quasi totalità in provincia di Cuneo, si può arrivare fino al 100% di copertura degli investimenti per cambiare gli infissi di una scuola.
Roberto Berutti, con un’esperienza ultradecennale nelle istituzioni europee di Bruxelles, ha raccontato l’evoluzione del quadro normativo UE legato al Green deal, mentre Fabrizio Polledro (architetto di Starter Studio, con sedi a Torino e Bruxelles) ha spiegato come regole e incentivi incidano sulle scelte progettuali; Thomas Candeago, esperto fiscalista di BDO, ha affrontato il tema di burocrazia e regole tecniche dell’incentivo. Poi i fratelli Aldo e Giancarlo Scarzello di Gemini Project hanno portato esempi concreti per far capire come la sostenibilità sia una opportunità per tutte imprese, con ritorni economici e valoriali. Ancora Valentino Fresia, ad di Fresia Alluminio spa di Volpiano, ha accennato alla carbon tax (una tassa che dovranno pagare gli importatori di alcuni beni in base all'anidride carbonica prodotta per realizzarli) dicendo che “lo sviluppo dell'efficienza energetica, in un’azienda manifatturiera, non va immaginato come un adempimento imposto dall’esterno, ma è una strategia industriale per ridurre i costi, aumentando la qualità dei prodotti e la competitività sui mercati”.
Infine, una tavola rotonda finale con le considerazioni e gli spunti con Silvio Vezza, direttore tecnico della energy service company Arcoservizi (del gruppo CMB), Andrea Belluzzo, amministratore delegato di B.M. di Pianezza, e Danilo Rivoira, vice direttore della Banca di Cherasco. Rivoira spiega: “L’attenzione del pubblico e la grande partecipazione sono la conferma che abbiamo intercettato un tema rilevante e trasversale, a pochi giorni dall’entrata in vigore del Conto termico 3.0, anche grazie all’attenzione e alla collaborazione del mondo delle professioni. Ci sono strumenti finanziari per rendere sostenibili investimenti spesso complessi. Il messaggio lanciato dai diversi relatori? Alcune scelte di efficienza energetica si fanno a prescindere dagli incentivi, ma in una logica industriale e di sostenibilità. Il Conto termico 3.0 funzionerà se incontra imprese, cittadini e amministratori capaci di guardare oltre il breve periodo: significa risparmiare, prendersi cura dell’ambiente, mantenere nel tempo il valore di un immobile come un condominio o uno stabilimento. Il nostro compito, come Istituto di Credito Cooperativo, è anche trasformare una normativa in opportunità di crescita economica e miglioramento delle condizioni lavorative e ambientali”.
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