Laboratorio di cucina e Bene Vagienna con il Consorzio Monviso Solidale
La cultura culinaria come strumento aggregativo grazie al progetto Genitorialità positivaDa tempo sui territori in cui opera il Consorzio Monviso Solidale si sviluppano, per e con le comunità, numerose attività previste dal progetto Genitorialità positiva, un'iniziativa – finanziata con fondi europei FSE+ 21-27 – finalizzata a supportare e accompagnare quei nuclei familiari che vivono situazioni di fragilità.
Tra queste attività, particolarmente interessante è stata quella da poco conclusasi a Bene Vagienna e che ha visto coinvolti ragazzi e ragazze, insieme alle loro famiglie, che da tempo frequentano un centro aggregativo in città con una cadenza di tre pomeriggi a settimana: si tratta di un laboratorio di cucina tenuto dallo chef Luca Cerutti (del ristorante Aquila Nera di Genola) e coordinato dall'assistente sociale Barbara Bongiovanni e dall'educatrice professionale del CMS Loredana Zoppegno insieme a Giulia Peirano e Alice Bergese, in forza alla cooperativa Proposta80.
Ed è proprio Barbara Bongiovanni a parlarci di questo laboratorio che si è articolato in 4 incontri cominciati mercoledì 25 marzo e terminati giovedì 23 aprile: "Abbiamo potuto dare vita a questa attività anche grazie al sostegno del parroco di Bene Vagienna, che ci ha messo a disposizione i locali dotati di cucina che generalmente vengono utilizzati da chi frequenta la parrocchia e dai loro animatori. Nel corso degli incontri le ragazze e i ragazzi partecipanti hanno imparato alcuni trucchi del mestiere: per esempio preparare i tavoli o predisporre con cura e attenzione i vari passaggi che sono propri di questa professione. Si tratta di studenti che frequentano la seconda e la terza media e che grazie a questa iniziativa hanno potuto cimentarsi in ruoli di responsabilità seguiti da un professionista che si è speso molto generosamente per condividere con loro parte del suo sapere. Una serie di attività senza dubbio fortemente coinvolgenti e positive, diverse da quelle alle quali sono abituati: un modo attraverso cui provare, da parte nostra, a far passare il messaggio che gli adulti credono nelle loro potenzialità e nel loro contributo, e - perché no? - per stimolare attitudini e doti che magari, in un prossimo futuro, potranno contribuire a far loro intraprendere studi specifici come quelli proposti nelle scuole alberghiere. Insomma, si è trattato di un bel percorso comune che ha fatto emergere in tutte e tutti consapevolezza e voglia di fare insieme".
Se i primi tre incontri sono stati dedicati a imparare, l'ultimo - tenutosi la sera di giovedì 23 aprile - ha in qualche maniera rappresentato il giusto coronamento dell'intera attività. In quell'occasione, infatti, le giovani e i giovani sono stati impegnati a servire la cena ai loro famigliari, "descrivendo di volta in volta i piatti cucinati come veri e propri cuochi, vestiti tra l'altro con grembiuli bianchi che abbiamo loro regalato, in modo che gli restasse qualcosa di tangibile da portare a casa dopo questa esperienza" conclude Bongiovanni.
Come già sottolineato, l'iniziativa si inserisce all'interno delle progettazioni, attive da qualche anno a Bene Vagienna, dedicate all'inclusione educativa e rivolte ai/alle giovani del territorio. Esperienza che, a partire dagli anni precedenti alla pandemia di Covid 19, ha saputo rinnovarsi e svilupparsi anche grazie al contributo dell'istituzione civica, del Consorzio, della Fondazione Gazzera Magliano e della parrocchia.
BENE VAGIENNA Bene Vagienna

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